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Dimagrire in menopausa è possibile

Dimagrire in menopausa può sembrare impossibile. I cambiamenti ormonali, lo stress e il processo di invecchiamento possono rendere difficile la perdita di peso.

Tuttavia, ci sono diversi consigli alimentari e stili di vita che puoi seguire per facilitare il dimagrimento durante questo periodo.

Perché dimagrire in menopausa è così difficile.

RIASSUNTO. La menopausa può portare a cambiamenti ormonali, perdita di massa muscolare, scarso sonno e insulino-resistenza. Questi effetti possono, a loro volta, aumentare il rischio di aumento di peso.

La menopausa inizia ufficialmente quando il ciclo mestruale non avviene per 12 mesi. In questo periodo, può essere molto difficile perdere peso.

In effetti, molte persone notano che in realtà iniziano a ingrassare durante la perimenopausa, che può iniziare un decennio prima della menopausa.

Diversi fattori giocano un ruolo nell’aumento di peso durante la menopausa, tra cui:

Fluttuazioni ormonali.

Sia i livelli elevati che quelli molto bassi di estrogeni possono portare a un aumento dell’accumulo di grasso (1).

Perdita di massa muscolare.

Ciò si verifica a causa dell’età, dei cambiamenti ormonali e della diminuzione dell’attività fisica (2).

Sonno inadeguato.

Molte donne hanno difficoltà a dormire durante la menopausa. Il sonno scarso è legato all’aumento di peso (3).

Aumento della resistenza all’insulina.

Le donne spesso diventano insulino-resistenti con l’età, il che può rendere più difficile la perdita di peso (4).

Inoltre, durante la menopausa, l’accumulo di grasso si sposta dai fianchi e dalle cosce all’addome. Ciò aumenta il rischio di sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e malattie cardiache (9).

Pertanto, le strategie che promuovono la perdita di grasso addominale sono particolarmente importanti in questa fase della vita. (Potrebbe interessarti: Pancia da menopausa: è possibile perdere peso?)

Fai attenzione alle diete ipocaloriche.

RIASSUNTO. Un deficit calorico è necessario per la perdita di peso. Tuttavia, ridurre troppo le calorie aumenta la perdita di massa muscolare magra, che accelera il calo del tasso metabolico che si verifica con l’età.

Secondo alcune ricerche, il dispendio energetico a riposo di una donna, o il numero di calorie che brucia durante il riposo, diminuisce durante e dopo la menopausa.

Sebbene possa essere allettante provare una dieta ipocalorica per perdere peso velocemente in menopausa, mangiare poche calorie a volte può rendere più difficile la perdita di peso.

La ricerca mostra che limitare le calorie a livelli bassi provoca la perdita di massa muscolare e un ulteriore calo del tasso metabolico (5).

Quindi, mentre le diete a basso contenuto calorico possono comportare una perdita di peso a breve termine, i loro effetti sulla massa muscolare e sul tasso metabolico renderanno difficile mantenere il peso a lungo termine.

Inoltre, un apporto calorico insufficiente e una diminuzione della massa muscolare possono portare alla perdita di massa ossea.

Questo può aumentare il rischio di osteoporosi (6).

La dieta per dimagrire in menopausa.

RIASSUNTO. Le diete a basso contenuto di carboidrati, mediterranee, vegane e vegetariane hanno dimostrato di avere benefici in perimenopausa e menopausa.

Ecco quattro diete nutrienti che hanno dimostrato di aiutare, durante e oltre la transizione, a perdere peso in menopausa.

Dieta a basso contenuto di carboidrati.

Molti studi hanno dimostrato che le diete povere di carboidrati sono eccellenti per la perdita di peso e sono anche in grado di aiutare a ridurre il grasso addominale (7).

Sebbene le donne in perimenopausa e post menopausa siano state incluse in diversi studi a basso contenuto di carboidrati, ci sono stati solo pochi studi che hanno esaminato esclusivamente questa popolazione.

In uno di questi studi, le donne in post menopausa con una dieta a basso contenuto di carboidrati hanno perso 9,9 chilogrammi, il 27,5% del grasso corporeo e 8,9 centimetri dalla vita entro 6 mesi (8).

Inoltre, non è necessario che l’assunzione di carboidrati sia estremamente bassa per produrre una perdita di peso.

In un altro studio, una dieta paleo che fornisce circa il 30% delle calorie dai carboidrati ha prodotto una maggiore riduzione del grasso addominale e del peso dopo 2 anni rispetto a una dieta a basso contenuto di grassi.

La dieta a basso contenuto di grassi ha fornito il 55-60% delle calorie dai carboidrati (9).

La dieta mediterranea.

Sebbene la dieta mediterranea sia meglio conosciuta per migliorare la salute e ridurre il rischio di malattie cardiache, gli studi dimostrano che può anche aiutarti a perdere peso (10).

Come gli studi sulla dieta a basso contenuto di carboidrati, la maggior parte degli studi sulla dieta mediterranea ha esaminato sia uomini che donne piuttosto che esclusivamente donne in perimenopausa o post menopausa.

In uno studio su uomini e donne di età pari o superiore a 55 anni, coloro che seguivano una dieta mediterranea hanno avuto riduzioni significative del grasso addominale. Le loro diete erano integrate con noci o olio d’oliva.

Una dieta vegana o vegetariana.

Anche le diete vegane e vegetariane hanno mostrato risultati promettenti per la perdita di peso.

Studi precedenti su donne in post menopausa hanno riportato una significativa perdita di peso e miglioramenti della salute in un gruppo assegnato a una dieta vegana (11).

(Potrebbe interessarti: Dieta per dimagrire in menopausa: cosa mangiare e cosa evitare)

Perdere peso in menopausa, quale tipo di allenamento?

RIASSUNTO. L’allenamento di resistenza e l’esercizio aerobico possono aiutare a promuovere la perdita di grasso prevenendo la perdita muscolare che normalmente si verifica durante la menopausa.

La maggior parte delle persone diventa meno attiva con l’età.

Tuttavia, l’esercizio fisico può essere più importante che mai durante e dopo la menopausa.

Può migliorare l’umore, promuovere un peso sano e proteggere i muscoli e le ossa.

L’allenamento di resistenza con pesi o fasce può essere estremamente efficace nel preservare o addirittura aumentare la massa muscolare magra.

La massa muscolare magra normalmente diminuisce con i cambiamenti ormonali e l’età.

Sebbene tutti i tipi di allenamento di resistenza siano utili, ricerche recenti suggeriscono che eseguire più ripetizioni è meglio, soprattutto per ridurre il grasso addominale (12).

Anche l’esercizio aerobico, o cardio, è ottimo per la menopausa. Gli studi hanno dimostrato che può ridurre il grasso addominale preservando i muscoli durante la perdita di peso (13).

Un mix di allenamento di resistenza ed esercizio aerobico può essere la migliore strategia per la perdita di peso.

Perdere peso in menopausa: cambia stile di vita.

RIASSUNTO. Alcuni cambiamenti nello stile di vita, come dormire di più di alta qualità, possono aiutare a gestire più facilmente i sintomi della menopausa. Di conseguenza, perdere peso può diventare più facile.

Ecco diversi modi per migliorare la qualità della vita e facilitare la perdita di peso in menopausa.

Ottieni un sonno riposante e di qualità.

Molte donne in menopausa hanno difficoltà a dormire a causa di vampate di calore, sudorazioni notturne, stress e altri effetti fisici della carenza di estrogeni.

Tuttavia, dormire abbastanza e di alta qualità è importante per raggiungere e mantenere un peso moderato.

Le persone che dormono troppo poco hanno livelli più alti di “ormone della fame” grelina, hanno livelli più bassi di leptina “ormone della pienezza” e hanno maggiori probabilità di essere sovrappeso (14).

Prendi in considerazione un percorso di psicoterapia.

La terapia cognitivo comportamentale (CBT), una forma di psicoterapia che ha dimostrato di aiutare con l’insonnia, può essere di beneficio alle donne che manifestano sintomi di bassi livelli di estrogeni.

Secondo uno studio del 2019, le donne in post menopausa che hanno ricevuto la CBT per la loro insonnia hanno visto un aumento maggiore della durata del sonno in 6 mesi rispetto alle donne che hanno ricevuto un’educazione all’igiene del sonno o una terapia di restrizione del sonno (15).

La terapia di restrizione del sonno è una componente della CBT.

L’obiettivo della terapia di restrizione del sonno è limitare intenzionalmente la quantità di tempo che trascorri a letto sdraiato sveglio o non dormendo. (Potrebbe interessarti: Insonnia in menopausa: quali alimenti ti possono aiutare?)

Trova un modo per alleviare lo stress.

Il sollievo dallo stress è importante anche durante la transizione della menopausa. Oltre ad aumentare il rischio di malattie cardiache, lo stress porta a livelli elevati di cortisolo, che sono associati a un aumento del grasso addominale (16).

Diversi studi hanno scoperto che lo yoga può aiutare a ridurre lo stress e alleviare i sintomi nelle donne in menopausa.

Dieta dimagrante in menopausa: alcuni consigli che funzionano.

RIASSUNTO. Mangiare in modo consapevole e consumare cibi e bevande che supportano la perdita di peso può aiutarti a perdere peso durante la menopausa.

Ecco alcuni altri suggerimenti che possono aiutare con la perdita di peso in menopausa a qualsiasi età.

Mangia proteine.

Le proteine aiutano a mantenerti pieno e soddisfatto, aumentano il tasso metabolico e riducono la perdita muscolare durante la perdita di peso (17).

Includi i latticini nella tua dieta.

La ricerca suggerisce che i latticini possono aiutarti a perdere grasso mantenendo la massa muscolare (18).

Mangia cibi ricchi di fibre solubili.

Il consumo di cibi ricchi di fibre come semi di lino, cavoletti di Bruxelles, avocado e broccoli può aiutare ad aumentare la sensibilità all’insulina, ridurre l’appetito e promuovere la perdita di peso (19).

Esercitati a mangiare in modo consapevole.

Un’alimentazione consapevole può aiutare a ridurre lo stress e migliorare il tuo rapporto con il cibo, riuscendo a mangiare di meno.

Dieta e menopausa: non dimenticare mai la salute.

Sebbene dimagrire in menopausa sia il tuo obiettivo principale, è importante apportare modifiche che puoi mantenere a lungo termine.

È anche meglio concentrarsi sulla salute piuttosto che sul numero sulla bilancia.

Mantenere uno stile di vita sano attraverso l’esercizio fisico, dormire a sufficienza, concentrarsi su una dieta bilanciata ricca di nutrienti e mangiare consapevolmente può aiutarti ad apparire e sentirti al meglio durante la menopausa e oltre.

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Bibliografia:

alimenti per bambini nutrizionista enrico veronese

Gli alimenti per bambini non sono sani: lo studio

Gli alimenti per bambini attualmente sono sicuramente tra i prodotti più venduti e utilizzati. Eppure, secondo alcuni studi scientifici, sembra che questi non siano certo salutari per i più piccoli: alcuni contengono una quantità eccessiva di zuccheri, di grassi o di sale. Appare dunque evidente che bisogna prestare molta attenzione a quello che si acquista, così da essere sicuri di puntare su cibi sani.

Alimenti per bambini: fanno davvero male?

Al giorno d’oggi abbondano le pubblicità che riguardano cibi per bambini, assai attraenti e che sono particolarmente graditi ai più piccoli. Vengono promessi benefici notevoli, a partire dalla capacità di garantire un apporto sufficiente di nutrienti fondamentali, fino ad arrivare a vitamine ben concentrate, utili per il sistema nervoso, ad esempio. Eppure, uno studio di una Ong tedesca ha evidenziato che vi sono alcuni aspetti poco chiari e che non fanno corrispondere i benefici promessi in pubblicità alla composizione dei prodotti. Lo studio ha preso in esame una serie di alimenti appartenenti a ben 16 aziende differenti: queste, in precedenza, avevano firmato un impegno volontario per finalità di marketing responsabile rivolto ai bambini. Tra i marchi più famosi che sono stati oggetto di studio vi sono Danone e Nestlé, giusto per citarne un paio. I risultati sono stati alquanto allarmanti se si considera che 10 delle 16 aziende pubblicizzano una serie di alimenti non certo sani per la salute dei più piccoli. Ad avere il “primato” nella classifica di aziende che pubblicizzano prodotti per bambino non ben bilanciati da un punto di vista nutrizionale è Nestlé che ne sponsorizza ben 44. Segue Kellogg’s con 24 e Ferrero con 23 prodotti alimentari.

Un’analisi allarmante e che non si può trascurare

Foodwatch è l’Ong tedesca che si è occupata di studiare con attenzione le caratteristiche nutrizionali di alcuni degli alimenti per bambini più sponsorizzati. Ne sono stati esaminati oltre 280, confermando che più dell’85% è malsano e contiene un quantitativo di zuccheri, grassi o sale in eccesso. Si tratta di un dato certamente non trascurabile e che pone all’attenzione di genitori di ogni parte del mondo l’importanza di far assumere alimenti sani ai propri bambini. Le conseguenze di un’alimentazione scorretta possono essere molto importanti: a partire da disturbi metabolici che comportano problemi di linea o obesità, fino ad arrivare a conseguenze a medio-lungo termine a carico del sistema cardiovascolare, per fare un esempio. Stando ai criteri stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, questi alimenti non dovrebbero assolutamente essere destinati a bambini. Quello che è emerso dallo studio di Foodwatch è che non vi è bilanciamento tra marketing e ingredienti degli alimenti. Il che vuol dire che né la politica né tanto meno le imprese hanno mantenuto le promesse in ambito di una maggiore protezione dei bambini e dei giovani nei confronti della pubblicità di cosiddetto “junk food”, ossia cibo spazzatura. E non è cambiato molto anche rispetto allo stesso studio svolto da Foodwatch nel 2015 che parlava di un 89% di prodotti non salutari.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

I pericoli nascosti dietro alimenti sbagliati

Negli ultimi anni l’attenzione attorno ad alimenti indicati prettamente per bambini è andata sempre più ad aumentare. Questo perché i dati relativi all’obesità infantile e all’insorgere di disturbi metabolici nei più piccoli sono in drastico aumento. La conclusione che è stata tratta da questo studio è che buona parte dei prodotti pubblicizzati per bambini può essere considerata come una vera e propria bomba di zucchero e grassi. Oliver Huizinga, ossia colui che è stato a capo del team che ha svolto le analisi, ha detto che questa è una situazione che non va sottovalutata e a cui bisogna prestare attenzione così da saper scegliere in modo preciso cosa dare ai propri piccoli. Lo stesso ha ammesso che servono delle leggi per ridurre la concentrazione di zucchero presente in cibi e anche in alcune bevande. Senza dimenticare che andrebbero create delle normative ad hoc per indurre le aziende stesse a commercializzare direttamente ai bambini solo alimenti sani. A sostegno degli studi svolti da Foodwatch vi sono anche una serie di enti e società mediche che appoggiano queste idee, oltre all’OMS, così da avere un’alimentazione migliore da somministrare ai piccini.

I dettagli dei risultati dello studio

Andando a vedere i dati forniti da Foodwatch, si può dedurre che il rischio che un bambino mangi qualcosa di poco sano tra quelli che sono i cibi più pubblicizzati per la sua categoria, è davvero molto elevato. Numeri allarmanti, ancora di più se si pensa che vi sono colossi del mondo dei dolciumi, ma non solo, come Nestlé, Ferrero, Danone e Unilever. Nel 2007 queste, con altre aziende del settore, avevano sottoscritto quello che viene considerato UE Pledge, ovvero un impegno volontario ad attuare un marketing responsabile. Questo voleva essere una vera e propria garanzia non solo per i più piccoli, ma anche per i genitori che avrebbero così potuto avere certezza di acquistare cibi sani. I marchi di cui sono stati analizzati alcuni prodotti sono: Nestlé, Danone, Kellogg’s, Ferrero, Burger King, PepsiCo, Royal Friesland Campina, Coca Cola, Intersnack, Mars, McDonald’s, Unilever, Bel Group, Mondelez, Lorenz Snack-World e Lindt. Appare dunque evidente che occorre un radicale cambio di marcia per invertire il trend e fare in modo che effettivamente i bambini possano mangiare prevalentemente cibi sani e che si adattino alle loro esigenze nutrizionali. I casi di obesità infantile stanno diventando sempre più numerosi anche in Italia e, in generale, in tutto il continente europeo. Una situazione che non può essere sminuita e che permette di prevenire patologie gravi e che possono avere conseguenze importanti per la salute.

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Differenze tra lo studio del 2021 e quello del 2015

Lo studio che è stato svolto sempre da Foodwatch ha delle differenze sostanziali rispetto allo stesso che è stato messo in atto nel 2015. Le cose non sembrano essere migliorate moltissimo, rispetto a quanto ci si aspettava dagli anni scorsi. Già dopo le analisi e i preoccupanti risultati del 2015, furono diverse le autorità politiche che si esposero direttamente, ponendo l’accento sull’importanza di garantire ai più piccoli cibi sani e salutari. La percentuale di alimenti non proprio benefici per l’organismo umano in quell’anno arrivò precisamente all’89,1%. Se si pensa che oggi si parla di 3,6 punti in meno, i dati non sono poi così tanto incoraggianti. L’obiettivo era quello di arrivare ad almeno 5 punti in meno, così da garantire realmente un cambiamento da portare avanti nel corso del tempo Appare dunque evidente che c’è qualche falla in quella che è l’autoregolamentazione volontaria dell’industria alimentare finalizzata a una commercializzazione di alimenti sani per i bambini. L’unica azienda che ha migliorato il suo marketing e la qualità dei suoi prodotti è stata Danone che ha ridotto la percentuale di cibi dedicati ai più piccoli, passando dal quasi 97% a poco meno del 59%. Ciò è avvenuto in quanto la stessa azienda ha scelto di ritirare o modificare in maniera consistente la composizione di una serie di prodotti che nel 2015 furono considerati non proprio sani.

adele dieta sirt

Dieta Sirt di Adele: come ha fatto a dimagrire

Molti giornali hanno parlato dell’eccezionale cambiamento fisico della cantante Adele grazie alla dieta Sirt.

Personalmente non so cos’abbia fatto realmente Adele per dimagrire. Personaggi di quel calibro hanno uno staff e dei mezzi che le persone comuni, che affrontano normale regime alimentare, sicuramente non possono permettersi.

Inoltre non vanno trascurati importanti interessi economici che ci sono dietro a  determinati meccanismi, come in questo caso dire di aver fatto o non aver fatto una determinata dieta.

Però trovo assolutamente interessante lo spunto che ci da’ per un approfondimento su questo tipo di dieta, sui principi e sulle reali possibilità di efficacia.

Dieta Sirt, perché la sconsiglio.

La dieta sirt è semplicemente una dieta inventata da due nutrizionisti secondo una loro logica che non ha basi scientifiche supportate da studi, che utilizza una ventina di alimenti sirtuino stimolanti sovente sotto forma di frullati e centrifugati, associati a fonti proteiche come pesce, soia.

Le prime settimane si fa una restrizione, sotto le 1.000 Kcal per i primi tre giorni delle prime due e 1.500 kcal i secondi tre giorni sempre delle prime 2 settimane, poi si prosegue con un mantenimento a calorie superiori.

Potete approfondire sul web, ci sono molti articoli in merito.

In poche parole una sorta di dieta lampo che non ha nulla a che vedere con la costruzione di uno stile di vita consolidato che vi consenta di avere risultati che durino nel tempo.

Il programma prevede  una perdita di peso subito, dalla prima settimana causato però da una forte privazione calorica e dall’uso di molti principi presenti nei cibi sirt che favoriscono la dieuresi (anche perchè assunti sovente in frullati con liquidi).

Le perdite di peso repentine sono perlopiù dovute a sostanze utili che l’organismo impiega per sopperire all’emergenza, e alla perdita d’acqua che è si positiva ma che poi viene comunque recuperata.

In poche parole si pesa meno, ma si rimane sempre con lo stesso grasso, con il rischio di avere un aspetto patito e stanco.

La dieta Sirt no, dieta ricca di sirtuine si!

Cosa sono le sirtuine?

Intanto cosa sono le sirtuine? e poi vi diro perché invece la dieta sirt non funziona.

Le sirtuine sono proteine, sono sette, e ci aiutano a vivere piu’ a lungo e non solo. I responsabili della produzione di queste proteine sono sette geni che agiscono quando la cellula è in condizione di difficoltà, digiuno, stress, allenamento , freddo etc.

La produzione delle sirtuine è legata al diabete di tipo 2 e alla sindrome metabolica, migliorano il sistema circolatorio, diminuiscono le infiammazioni, regalano il ciclo sonno veglia e soprattutto rientrano nella riparazione del DNA danneggiato.

Le sirtuine ci permettono di vivere più a lungo e in salute e soprattutto più magri.

C’è un modo di stimolare la produzione di sirtuine? la risposta è si’

La dieta e il movimento fanno aumentare le sirtuine.

Nel mio metodo inserisco sempre a rotazione una serie di alimenti o principi attivi che stimolano queste proteine della longevità.

Alimenti come cavolo, frutta secca, fragole, cioccolato fondente, uva, peperoncino cipolle, thè verde, soia, rucola, caffè, prezzemolo, ma anche integratori come curcuma, vit B3 (nicotinammide ribosoide), polifenoli tra questi: quercetina, fisetina, gli stilbeni, antocianidine e resveratrolo (anche presenti nei cibi elencati prima).

Pur essendoci molti presupposti scientifici in merito, studi sull’uomo che ci diano la certezza che un determinato tipo di alimentazione sia sicuramente legata all’aumento delle sirtuine, non ce ne sono.

Di contro, la dieta ipocalorica, il movimento e tutti gli alimenti e principi attivi che ho elencato sino ad ora sono comunque funzionali al nostro benessere psicofisico, fondamentali a prescindere dalla produzione o meno di sirtuine per vivere bene a lungo e sani.

Quindi è sempre e comunque un bene che questi alimenti siano presenti nella nostra alimentazione.

La dieta non deve essere privazione, ma compensazione.

Come ho già spiegato in molti miei video e articoli la dieta non deve essere privazione, ma compensazione.

Cosa significa questa frase? Significa che non bisogna semplicemente togliere degli alimenti per dimagrire, ma dobbiamo  fare delle sostituzioni adeguate, accurante e soprattutto personalizzate.

L’unico risultato che si ottiene a fare delle restrizioni e quello poi di avere una risposta uguale e contraria dall’organismo che farà una compensazione recuperando tutto il peso perso con i relativi interessi.

Vi invito a vedere sul mio canale YouTube il mio video “Dimagrire mangiando” che spiega in modo approfondito questo concetto.

Concludendo sicuramente inserire nella dieta cibi Sirt che sono salutari, sono buoni e fanno bene, ma sempre comunque fare delle diete equilibrate, ponderate che diventino uno stile di vita e ci permettano di avere dei risultati che permangono nel tempo.

Ricordatevi che la dieta giusta è quella che vi fa perdere peso e poi vi consenta di mantenere il peso perso.

accelerare metabolismo nutrizionista enrico veronese

5 trucchi per accelerare il metabolismo

Chiunque si sia rivolto, almeno una volta nella vita, ad un dietologo o ad un nutrizionista ha sentito parlare di metabolismo e della necessità di tenerlo sotto controllo. Ma come si può accelerare il metabolismo?

Partiamo dalle basi: Cos’è il metabolismo?

Con il termine metabolismo si indicano tutte quelle reazioni chimiche che il corpo mette in atto per convertire il cibo che ingeriamo in energia, per espellere le tossine e per rendere funzionali le varie reazioni cellulari come gluconeogenesi, lipogenesi etc.

La velocità con cui questo processo avviene è ovviamente dettata dall’età e da fattori genetici, ma, come per tutte le reazioni chimiche, anche il metabolismo può essere accelerato, basta mettere in atto una serie di semplici accortezze quotidiane. Vediamo quali:

Svolgi attività fisica

Potrebbe sembrare un cliché, ma praticare con costanza uno sport aiuta effettivamente a stimolare e ad accelerare il metabolismo. Durante lo svolgimento di attività fisica, infatti, il metabolismo si velocizza e si mantiene a livelli elevati anche parecchie ore dopo l’allenamento. Inoltre, essendo il muscolo un tessuto vivo in continuo rinnovamento, le sue necessità metaboliche sono più alte, e, pertanto, maggiore è la nostra massa muscolare, maggiore sarà il consumo di energia del nostro corpo.

Per sfruttare al massimo i benefici derivanti dallo sport è consigliabile praticare differenti attività, alternando esercizi di muscolazione, che stimolano l’aumento della massa muscolare, con sport aerobici a bassa intensità quindi sicuramente meglio la camminata alla corsa. Queste attività vanno sviluppate in modo costante e modulare. Il segreto è quello di fare poco, ma in modo costante. Fare movimento per poi interromperlo, o farlo a singhiozzo è assolutamente dannoso e improduttivo e si rischia di ottenere il risultato opposto, cioè l’aumento del peso.

Bevi molta acqua… Ma non solo!

Idratare il nostro corpo è fondamentale per il suo corretto funzionamento e non dobbiamo mai dimenticarcene. Oltre ai tantissimi effetti benefici che l’acqua apporta al nostro corpo –  come aiutarci nella digestione, regolarizzare l’attività intestinale, drenare e depurare i liquidi in eccesso e migliorare le funzioni vitali -, essa ci consente anche di mantenere sotto controllo il metabolismo. Una ricerca svolta dal J Clin Endocrinol Metab ha infatti rilevato che assumere 500 ml d’acqua aumenta il tasso metabolico del 30%. L’effetto dell’acqua, però, ha una durata estremamente breve – da 40 fino ad un massimo di 90 minuti in seguito all’assunzione – ed è per questo che si consiglia di berne almeno due litri al giorno, ovviamente distribuiti in modo equo nell’arco dell’intera giornata. Secondo uno studio dell’Associazione Internazionale per lo Studio dell’Obesità, l’assunzione di questa determinata quantità di liquidi fa sì che il nostro dispendio energetico giornaliero aumenti di circa 400 kJ.

E chi ha difficoltà ad assumere così tanta acqua? Niente paura: anche il caffè (massimo tre al giorno)  e il tè verde sono degli ottimi alleati nell’accelerazione del metabolismo. Alcuni scienziati hanno evidenziato che consumare circa 3 tazze di caffè al giorno permette di bruciare fino a 100 calorie in più, mentre altre ricerche hanno rilevato che il tè verde può aumentare il metabolismo dei grassi. Gli effetti di queste bevande, tuttavia, sono estremamente variabili da persona a persona, ed è dunque sempre opportuno integrarle con il consumo di   e valutare con il proprio nutrizionista.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Mangiare per dimagrire!

Quante volte mi avete sentito dire questa frase nei video o articoli?
Talvolta possiamo essere indotti a pensare che digiunare rappresenti un valido aiuto nella dieta, ma in realtà è l’esatto opposto: non ingerire cibo sufficiente nel corso della giornata causa infatti un rallentamento nel metabolismo, con conseguenti e repentini aumenti di peso non appena si torna ad assumere le corrette quantità di alimenti. Inoltre, anche far trascorrere troppo tempo tra un pasto e l’altro può indurre una diminuzione dell’attività metabolica. Per questo è utile avere sempre a portata di mano uno snack leggero e salutare da consumare a metà mattina e al pomeriggio. La scelta migliore sono ovviamente le verdure crude, ricche di vitamine, antiossidanti, minerali e fibre, ma se siete di fretta potete sostituirle con una manciata di frutta secca a guscio – noci, mandorle o semi, per esempio -, un alimento completo che fornisce al nostro corpo tutto ciò di cui ha bisogno. Le noci e i semi, in particolar modo le noci del Brasile, sono inoltre ricche di ferro e di selenio, minerali fondamentali per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea, che regola il metabolismo. Una ricerca pubblicata dall’American Physiological Society dimostra che una dieta ricca di ferro e selenio permette alla tiroide di produrre la giusta quantità di ormoni e, conseguentemente, di accelerare il metabolismo.

Sperimenta con peperoncino e spezie

Se condimenti come olio e sale sono pressoché banditi dalle diete dei nutrizionisti, uno studio del British Journal of Nutrition ci dice che, per rendere più appetitosi e gustosi i nostri piatti, possiamo dare libero sfogo alla fantasia abbinando spezie come zenzero, pepe nero, senape e rafano, capaci di accelerare il metabolismo. Via libera anche al peperoncino, che secondo alcune ricerche è in grado di innalzare il tasso metabolico, anche se solo per un breve lasso di tempo. Ciò avviene per merito della capsaicina, che, grazie al suo effetto termogenico, può aiutare l’organismo a bruciare circa 50 calorie in più al giorno.

Le proteine sono un alleato importante per il metabolismo

Le proteine giocano un ruolo fondamentale nell’accelerazione del metabolismo: parte dell’energia che esse apportano, infatti, viene già utilizzata immediatamente dall’organismo per processarle. Secondo uno studio pubblicato da BMC, le proteine sono in grado di aumentare il tasso metabolico del 15-30%, un valore nettamente superiore rispetto a quello dei carboidrati (5-10%) e dei grassi (0-3%).

Ma qual è il cibo proteico migliore per risvegliare il nostro metabolismo? Principalmente le uova, ricche di proteine e con un bassissimo contenuto di grassi, ma anche il tonno al naturale, i legumi, le carni magre come pollo, tacchino e coniglio, la bresaola o lo yogurt magro.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Ovviamente tutti gli accorgimenti che vi ho proposto è bene che vengano valutati insieme ad un professionista che li sappia adattare a voi nel modo adeguato.

Dieta per l’estate: 5 motivi per iniziarla subito

L’estate è il periodo migliore per iniziare una dieta, e vi spiego subito il perché.

  • Si evita un’eccessiva aspettativa. Pensare di posticipare il programma nutrizionale a settembre crea una forte aspettativa, in un periodo già difficile di per se, il rientro dalle ferie e l’inizio del lavoro  rappresentano un momento traumatico per molti e l’eccessiva pressione porta al fallimento.
  • Si ha più tempo per se stessi, iniziare la dieta d’estate consente di avere più tempo. Il tempo consente una migliore organizzazione e  organizzazione e logistica significano successo duraturo.
  • Con il caldo si mangia meno: nonostante il freddo ci faccia consumare più calorie, in estate in genere ci si tende a mangiare meno e cibi migliori (frutta, insalate, etc..)
  • Si è più felici e sereni: la motivazione, come già spiegato nel mio articolo “nella dieta la mente è tutto”, è fondamentale.
  • Si ha una maggiore consapevolezza della propria condizione fisica: nella stagione calda inevitabilmente esponiamo di più il nostro corpo e prendiamo maggiore consapevolezza dei nostri problemi, il fatto di intervenire da subito, e iniziare quindi la dieta in estate  e non in autunno evita una frustrazione che verrebbe trascinata per due mesi, data del fatidico inizio, e qui ci ricongiungiamo al punto uno. Guardarsi allo specchio, non piacersi e non fare nulla crea un forte disagio psicologico amplificato dal fatto che a luglio ed agosto se non si interviene si rischia di peggiorare la situazione. Inserire da subito invece dei piccoli cambiamenti facili, che non ci sconvolgono la vita, rappresenta una gratificazione per il nostro io, che percepisce l’intervento in corso e ci fa vivere le vacanze più serenamente e ci porta ad un miglioramento costante molto maggiore di quello che ci si potrebbe aspettare.

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In estate si evitano aspettative eccessive

Settembre è un mese complesso per la nostra psiche, rappresenta il lunedì dell’anno. Aggiungere a questo stress un impegno cosi importante e coinvolgente come una dieta può portare a forte frustrazione e all’interruzione del percorso. Tutti, chi più o chi meno, siamo stati studenti, e tutti abbiamo provato quella sensazione pesante e avvilente di interrompere un periodo di totale inattività con un periodo di studio a tappe forzate. In genere questo metodo si è rivelato sempre come un fallimento, in quanto non sono le ore di studio che fanno la differenza, ma quanto si impara, e la motivazione.

Per la dieta è la stessa cosa, e imparare coincide con abituarsi. Cambiare stile di vita è una cosa che non si può fare per imposizione, ma va fatto per acquisizione. Fare dei piccoli cambiamenti giornalieri progressivi e indolori, che non ci spostino di  troppo le nostre abitudini, in un periodo di serenità e di stato d’animo positivo come succede in estate, è una mossa vincente che crea adattamento e che ci porta al successo. Ovviamente questo avvicinamento va fatto non in modo casuale, ma vanno seguiti degli schemi preordinati che sono la base del metodo adattivo che io applico con successo con i miei pazienti. Quindi dieta in estate si, ma con metodo.

dieta estate nutrizionista enrico veronese

In estate si ha più tempo per la dieta

Altro fattore fondamentale quasi sempre sottovalutato nelle diete è il tempo. In estate si ha più tempo. Tempo significa maggiore logistica e organizzazione (vedi articolo la spesa, la conservazione la logistica) la maggior parte degli insuccessi nei programmi alimentari sono proprio causati da una poca attenzione alla parte strutturale del lavoro, che non va invece mai trascurata. La spesa, lo stoccaggio e la conservazione dei cibi, il come e dove consumarli sono elementi fondamentali a cui bisogna prestare molta attenzione. Ci sono degli indici di fattibilità che vanno applicati alle nostre procedure per capire se possano meno essere proseguite nel tempo con successo, diversamente vanno modificate. Si tratta di  parametri di fattibilità PLCP (psycophysical lifestyle control points) che permettono al professionista di capire quanto realmente il paziente sia in grado di seguire uno specifico programma e nel caso, di fare quindi le specifiche modifiche adattative.

In estate si è più sereni

Ho scritto più volte che per seguire una dieta bisogna volersi bene, in estate in genere si è più sereni, al contrario per esempio delle festività natalizie, e quando siamo più sereni, siamo più tolleranti con noi stessi e più disponibili a sviluppare un percorso senza forzature e imposizioni.

Passare i mesi estivi a dirci, ogni volta che passiamo davanti allo specchio, quanto non ci piacciamo e quanto ci odiamo per non avere i carattere sufficiente per intervenire è logorante e frustrante. Questo succede perché entriamo, nel periodo estivo, più in contatto con il nostro corpo, e involontariamente  ci confrontiamo con i modelli che continuamente ci vengono proposti dai media e dalle pubblicità che sono sempre molto distanti dalla nostra condizione. Questa frustrazione può diventare la molla per intervenire nel modo giusto e iniziare ad avere un rapporto migliore con la nostra condizione fisica.

Molti pazienti mi dicono che già l’idea di iniziare un piano alimentare corretto li porta ad essere più tranquilli e sereni. Il fatto stesso di aver preso la decisione giusta da già degli importanti risultati a livello motivazionale e quindi di umore.

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Altro elemento a favore della dieta in estate, caldo permettendo, è la possibilità di fare più attività fisica, bici, nuoto, camminate etc. il movimento all’aperto ha una funzione terapeutica che va al di là del beneficio funzionale diretto. Inoltre iniziare certe abitudini salutiste legate al movimento,  in questo periodo, a volte fa si che poi vengano mantenute anche nei mesi invernali perché il soggetto ne percepisce i molteplici benefici. Quindi dieta per l’estate 2020 da subito!

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