Combattere i virus con alimentazione e integratori

Combattere i virus con alimentazione e integratori

Ne approfitto, visto le ricorrenti domande che mi vengono poste in questo periodo, per spiegare come con l’alimentazione e con una giusta integrazione si possa favorire la funzionalità del sistema immunitario e di conseguenza prevenire eventuali patologie e malattie come ad esempio la normale influenza o quelle causate da determinati “coronavirus“. Il nostro organismo ha un sistema di difesa molto attento. Questa difesa lavora su diversi livelli e la sua efficacia è influenzata dal nostro stile di vita e dalla nostra alimentazione. Un sistema immunitario attivo ci consente di avere una forte prevenzione. Non è un caso che magari su 100 persone che subiscono un contatto con un agente patogeno, soltanto alcune poi in realtà manifestino l’infezione e quindi di conseguenza la malattia.


Ciò avviene perché queste persone hanno un sistema immunitario più debole. Questo indebolimento può dipendere da cause congenite e da malattie ma anche da cause legate al comportamento e dalle abitudini. Un sistema immunitario forte necessita tra le altre cose delle adeguate ore di sonno, che sono fondamentali. Lo sono al pari dell’attività fisica e dell’alimentazione. Inoltre una corretta attività fisica motoria stimola in modo positivo il sistema immunitario.

Cosa possiamo invece fare a livello alimentare e a livello di dieta e integrazione per avere un sistema immunitario forte? Sicuramente diete eccessivamente restrittive minano le nostre difese e ci indeboliscono.
virus sitema immunitario integratori dott. Veronese
Ma anche essere stressati è particolarmente rischioso per il nostro sistema immunitario. Stress che può essere indotto da programmi alimentari inadeguati che non danno tutti gli oligoelementi, ma anche dal troppo lavoro e da altre problematiche personali.

Le regole per avere un sistema immunitario forte

Le regole per avere un sistema immunitario forte e battere alcuni virus sono sempre quelle di consuetudine in un giusto programma alimentare e corretto stile di vita. Fare almeno cinque pasti al giorno; non stare più di tre ore senza mangiare; distribuire in modo corretto i micro e macronutrienti. Ma anche mangiare quantità di frutta e verdura adeguate e pesce ricco di omega tre, importante stimolatore del nostro sistema immunitario. è consigliato anche mangiare frutta secca, ricca di minerali come lo zinco, e bere la corretta quantità d’acqua per creare la giusta omeostasi nel nostro organismo. Ovviamente anche fare il giusto allenamento può portare benefici al nostro sistema immunitario ma è invece dannoso il sovra-allenamento. Non bisogna dunque mai eccedere con il lavoro fisico, soprattutto se abbiamo già i primi sintomi di malattie da raffreddamento. In questo caso ci conviene fare alcuni giorni di riposo e stare al caldo, per poi riprendere l’attività in modo graduale.

Quali integratori si possono usare per migliorare le difese immunitarie?

  • Echinacea

Pianta famosa per le sue proprietà antivirali, antiossidanti e stimolanti del sistema immununitario. Ciò è dovuto alla presenza di particolari glicoproteine e specifici polisaccaridi (arabinogalattani e arabinoxilani), ma anche dalla presenza delle alchilamidi, che hanno forte azione antinfiammatoria. Oltre alla componente saccaridica, nell’echinacea è presente anche una discreta componente lipidica, in quanto è presente un olio essenziale dalle proprietà antibatteriche. La radice di echinacea viene consigliata per trattare ed alleviare i sintomi influenzali o contro le affezioni delle vie respiratorie come raffreddore, tosse o bronchite

  • Omega 3

Gli Omega 3 sono potenti alleati del sistema immunitario. Diverse ricerche hanno infatti dimostrato la loro capacità di modulare sia la risposta immunitaria sia l’infiammazione.

Anche un nuovo studio pubblicato su “The Journal of Nutritional Biochemistry” conferma che l’Omega-3 DHA ha notevoli proprietà immunomodulatorie. Lo studio pilota umano ha verificato gli effetti della supplementazione di 1 g di olio di pesce concentrato al giorno rispetto a coloro a cui veniva somministrato 1 g di olio di oliva per controllo. Dopo 12 settimane gli effetti dell’olio di pesce sui linfociti di tipo B (cellule del sistema immunitario che producono anticorpi) hanno sorpreso positivamente gli studiosi.

Gli studi sugli animali hanno mostrato costantemente che gli Omega-3 migliorano sensibilmente i vari aspetti del sistema immunitario, compresa l’infiammazione“, ha dichiarato il Prof. Shaikh, ricercatore capo dello studio e professore associato di nutrizione presso l’Università della Carolina del Nord. “Ad oggi, gli effetti degli Omega-3 sui linfociti B non erano stati ben studiati negli esseri umani. Siamo stati entusiasti di osservare le notevoli proprietà immunitarie dell’olio di pesce ad alta concentrazione di DHA sui linfociti B negli esseri umani.

  • Glutammina

La Glutammina è un amminoacido non essenziale presente in grandi quantità nel muscolo. Pur essendo già prodotto dal nostro organismo, in determinate condizioni fisiche o di stress, un’integrazione di glutammina può diventare molto importante, soprattutto per la sua capacità di rinforzare il sistema immunitario e di purificare l’organismo in quanto è uno dei precursori del Glutatione. Secondo il Dott. Eric Serrano una dose di 14 gr divisa in 4/5 assunzioni è altamente funzionale per il sistema di difesa (essendo dosi che vanno ben al di là della posologia consigliata dal ministero vanno sempre concordate con il vostro medico o specialista). Molto importante è anche la sua azione antiossidante: previene infatti il sovrallenamento alzando le difese immunitarie e promuovendo la moltiplicazione di linfociti e macrofagi.

  • Vitamina D

La Vitamina D oltre ad essere estremamente importante per mantenere equilibrato il metabolismo del Calcio e del Fosforo, al fine di mantenere la crescita ossea, ha un ruolo altrettanto importante sull’accrescimento delle difese immunitarie. Dal punto di vista biologico infatti il Calcitriolo, che è la forma ormonale metabolicamente attiva della Vitamina D, interagisce con molti tipi di globuli bianchi, tra cui in particolare le Cellule T e i Monociti, deputati al riconoscimento e all’uccisione delle cellule infettate da agenti patogeni, per evitarne la proliferazione. Ecco spiegato perché anche la Vitamina D abbia un ruolo attivo nel rafforzamento del sistema immunitario.

Ricordiamo che per l’uomo le due forme di vitamina D più importanti sono la Vitamina D3 (Colecalciferolo) e la Vitamina D2 (Ergocalciferolo). Sappiamo che la fonte principale di Vitamina D è la luce solare, infatti l’esposizione della nostra pelle al sole premette una produzione endogena di Vitamina D3. Spesso però sentiamo parlare di condizioni di deficit di Vitamina D, molto comuni soprattutto nelle persone stressate, con difese immunitarie basse, o molto semplicemente nelle persone anziane. In questi casi possono aiutare gli integratori in quanto sono pochi gli alimenti che contengono concentrazioni adeguate di questa vitamina.

  • Polivitaminici multiminerali a basso dosaggio

In caso di difese immunitarie basse l’organismo necessita sicuramente di Vitamina C e D (come già spiegato prima), Vitamina E e A (che oltre ad essere immunostimolanti hanno anche azione antiossidante ed antinfiammatoria) e Zinco (che partecipa alla produzione dei linfociti T).

Per le stagioni fredde, i cambi di stagione o in qualsiasi situazione stressante in cui vediamo il nostro corpo indebolirsi dal punto di vista fisico o mentale si può  correre ai ripari con un integratore polivitaminico e multiminerale per rialzare le difese immunitarie. Come già detto per la Vitamina C, anche in questo caso meglio optare per un polivitaminico a lento rilascio, in modo che ci sia una copertura più constante di principio attivo nell’arco della giornata.

La Vitamina C stimola la produzione di sostanze che prendono parte alle nostre difese immunitarie, come ad esempio:

  • Gli Interferoni, che proteggono le cellule dagli attacchi virali, ma anche da batteri e parassiti;
  • I Neutrofili, che sono i tipi di globuli bianchi più presenti nel sangue e hanno azione antimicrobica;
  • Gli Anticorpi di tipo IgG e IgM;

Oltre a queste proprietà, sufficienti a classificare la Vitamina C tra i migliori integratori per il sistema immunitario, ricordiamo anche altre importanti funzioni come quella di migliorare l’assorbimento del ferro, la funzione antistaminica, la riduzione dell’affaticamento e della stanchezza.

Da preferire sono sicuramente integratori di Vitamina C a lento rilascio, con una concentrazione gionaliera di 500 – 1000 mg. Il rilascio lento è importante in quanto essendo una vitamina idrosolubile, se assunta in concentrazioni elevate, viene assorbita subito in poco tempo e ciò che risulta in eccesso viene degradato ed eliminato subito con le urine. Invece un rilascio più costante e duraturo evita proprio questo inconveniente, garantendo una copertura giornaliera ottimale del principio attivo nell’organismo.

  • Curcuma

Un approfondimento scientifico fatto dalla National Institutes of Health che è stato poi pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Nutritional Biochemistry dice che la curcuma ha un effetto favorevole sulle difese immunitarie. La curcumina che agisce su una proteina CAMP legata alla risposta immunitaria innata. Si tratta di un peptide antimicrobico catelicidina, fondamentale che protegge l’organismo da patogeni esteriche viene potenziata dalla vitamina D, di cui ho già parlato sopra.

  • Probiotici

Ho già parlato dell’importanza del microbiota in un altro articolo, “prebiotici e probiotici”, che puoi leggere cliccando qui se hai piacere di saperne di più.

Le colonie che apportano benefici funzionali vengono dette prebiotiche e operano nell’intestino a livello delle cellule epiteliali e placche di Peyer a livello dell’intestino. Il risultato non è solo a livello intestinale ma influiscono in modo positivo su tutto il sistema immunitario. Stimolano la produzione di interleuchine e immunoglobuline. I probiotici agiscono sui patogeni anche perché si viene a creare una vera e propria competizione tra loro per la colonizzazione dell’intestino, infatti oltre a produrre sostanze nocive per i batteri “cattivi” sottraggono loro spazio vitale.

Il discorso sui probiotici è molto vasto e complesso e mi riprometto di trattarlo in modo più approfondito nei prossimi articoli.

Concludendo, associando alle più consuete pratiche igieniche di prevenzione, un corretto stile di vita, una corretta alimentazione ed integrazione si hanno più possibilità di difendere il nostro organismo dalle minacce microbiologiche come virus e batteri.

I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista della salute specializzato e neanche essere spunto per iniziative personali non monitorate dal medesimo. Nel caso l’articolo tratti di principi attivi utilizzati negli integratori, le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico. Gli integratori vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta e sotto controllo di uno specialista.

Dimagrire con una dieta adattativa

Dieta Adattativa: per dimagrire si deve mangiare

Non mangiare è probabilmente la cosa più semplice e ovvia che fanno le persone che desiderano perdere peso.

Non possiamo non notare che le persone che intraprendono diete molto restrittive, quelle fatte di privazioni e “amputazioni” di vere e proprie categorie alimentari (in genere i malcapitati sono sempre i carboidrati: via la pasta, via il pane etc.), in genere magre non sono proprio, anzi, e questo nonostante vivano da anni in modo alterno sacrifici continui che influenzano in modo negativo la loro vita sociale e lavorativa.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Fare una vita di sacrifici e privazioni e rimanere comunque obesi, è una cosa poco logica e dovrebbe fare capire a queste persone che stanno commettendo degli errori di base molto gravi che così non arriveranno mai al risultato sperato.

Il metodo di una dieta adattativa risulta più efficace e incentrato sulla persona.

Errori di base che si fanno durante la dieta

Tutto ciò che togliamo in modo drastico al nostro organismo crea una forte reazione che ci porta ad avere un risultato opposto al desiderato: si verifica il cosiddetto effetto “pesce palla”!! Tutto il peso perso viene riacquisito nel breve periodo.

Se per esempio riduciamo drasticamente i carboidrati vengono meno nel breve periodo le nostre riserve di zuccheri che sono nel muscolo, il glicogeno, e l’acqua ad esso collegata, che non è quella che ci disturba esteticamente e che in genere è esocellulare (e si accumula in ginocchia, caviglie, etc.), ma è endocellulare ed è fondamentale per il tono e il nostro aspetto vitale.

Le persone in genere pensano che perdere liquidi sia sempre una cosa positiva, ma questo non è assolutamente vero.

L’acqua endocellulare è molto importante e utile per tutti i metabolismi perché contiene elettroliti ed è l’acqua che consente il tono della pelle e del muscolo, quindi perderla è una cosa negativa che porta a risultati estetici negativi, ci fa sembrare patititi e malati. Quindi togliendo i carboidrati abbiamo perso riserve utili e liquidi utili e non grasso, perdere peso non ha senso se non si perde grasso.

carboidrati dieta adattativa
i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati

Questa condizione di privazione è molto difficile da mantenere, perché il cervello vuole zuccheri e userà tutti gli espedienti necessari per fare si che o direttamente o indirettamente la persona li reintroduca in dieta e in genere vince sempre…

Morale, scatta il principio della super-compensazione, tutto il peso perso viene recuperato nel breve periodo e non solo: ne viene preso un po’ di più con il cosiddetto effetto “pesce palla”.

Questa condizione è molto deleteria a livello psicologico, causa frustrazione, depressione causate dalla consapevolezza di avere fatto sacrifici inutili, perdendo tempo e denaro inutilmente.

Purtroppo però alla lista dei danni ne va aggiunto ancora uno che purtroppo è molto grave, forse il peggiore.

Ogni volta che tentiamo invano di forzare il nostro metabolismo imponendogli programmi alimentari insostenibili e come tentassimo di violare una cassaforte con combinazione che ad ogni errore che facciamo ripropone una combinazione più complessa.

E come fa l’organismo a mettere una combinazione più efficace e a proteggersi? Semplice: diminuisce i consumi!

Quindi, meno mangiamo e più perseguiamo programmi alimentari drastici, più il nostro organismo ci protegge come farebbe per un lupo d’inverno nella neve senza cibo, riducendo il consumo. Cosi ci si trova di fronte a persone obese, che mangiano molto poco e che psicologicamente sono in una condizione molto negativa, soprattutto se oltre a questo non fanno attività fisica.

Mangiare poco e male riduce i consumi e ci fa ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Pensate al nostro metabolismo come una cassaforte a combinazione, ogni volta che tentiamo di violarla con diete sbagliate, la combinazione diventa più complessa, facendo sì che il nostro organismo consumi di meno.

Se ci pensate è una cosa abbastanza logica: il nostro cervello ragiona in modo primordiale, esattamente come il cervello di un lupo che rimane senza cibo in un difficile inverno, non capisce il senso di una dieta e gli scopi, quello che capisce è una situazione di difficoltà, di carenza di cibo e fa in modo di farci superare vivi questa fase complessa, meno consumiamo e più abbiamo possibilità di sopravvivere.

Però noi non siamo in una situazione cosi estrema e l’aiuto che l’organismo ci da facendoci consumare meno si comporta come un boomerang e una volta ripreso il regime alimentare abituale si ingrassa a dismisura.

Deta adattativa: compensazione ed equilibrio

Una dieta adattativa non è privazione, ma compensazione ed equilibrio.

Sono le basi del Metodo Adattativo che svilupperò nei prossimi articoli, che consente di acquisire una serie di abitudini consolidate che gradualmente riattivano il metabolismo “ammaccato” dalle continue diete sbagliate e di creare un regime altamente specifico adattato alla persona.

Non esiste la dieta ideale in assoluto, due gemelli con caratteristiche antropometriche identiche se hanno stili di vita diversi (uno fa il professore e l’altro i turni in fabbrica, ad esempio) avranno bisogno di due diete completamente diverse.

Ma svilupperemo nel dettaglio nei prossimi articoli.

dieta adattativa nutrizionista veronese
il metodo della dieta adattativa

Per ora, come avvertenze, vi invito a non cadere nei tranelli delle pubblicità fatta dalle aziende che operano nel settore “diete” che tendono a standardizzare tutto e a farvi credere che con questo o quell’integratore o metodo possiate risolvere tutti i vostri problemi da un momento all’altro.

Le aziende del settore benessere hanno poco interesse a fare sì che le persone imparino a dimagrire seguendo principi e professionisti preparati, perché preferiscono proporre percorsi alternavi, come metodi brevettati, integratori, tisane, etc. che sono più redditizi per le loro tasche, ma non per le tasche della persona che vorrebbe dimagrire e che non ottiene risultati voluti.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese
dott. Veronese Enrico eliminare la cellulite

Allenamento anticellulite

Allenamento anticellulite, le risposte alle domande più comuni

  • Qual è il giusto allenamento per eliminare la cellulite?
  • Quali sono gli esercizi migliori nell’allenamento per eliminare la cellulite ?
  • E’ vero che l’allenamento peggiora la cellulite?
  • Bisogna solo allenare solo il sedere (glutei) nell’allenamento per eliminare la cellulite?
  • Meglio un allenamento aerobico come corsa camminata ecc. oppure anaerobico lattacido, come palestra con attrezzi e pesi?

Come ho già ampiamente parlato in “La dieta anticelullite” queste sono alcune tra le domande più comuni che in genere le donne pongono nell’affrontare un programma mirato dieta allenamento per eliminare la cellulite.

L’attività fisica è fondamentale per eliminare la cellulite

Per prima cosa iniziamo con il dire che se parliamo di persone sane ed in salute l’attività fisica è fondamentale si può disquisire sulla tipologia, ma non sicuramente sul principio.

Non voglio tediarvi con nozioni piuttosto noiose di fisiopatologia, ma considerando che la cellulite si esprime con una compromissione del microcircolo della cute profonda (derma) causata da una serie di fenomeni che coinvolgono la rottura degli adipociti e successiva fuoriuscita degli acidi grassi, e che in genere si associa a grasso localizzato, è assolutamente logico che il movimento (esercizi specifici per la cellulite) è importantissimo per ridurre tali processi.

Mi è capitato persino di sentire pseudo nutrizionisti sconsigliare l’attività fisica a persone sane associata a programmi nutrizionali per il dimagrimento, una cosa folle che va contro alle linee guida di tutti gli enti nazionali europei mondiali che tutelano la salute e la qualità della vita ( EFSA,OMS,IARC,WHO,LARN).

Fare attività fisica vuol dire prevenire tumori e cancro, nel senso che le persone che fanno movimento hanno meno probabilità di avere un tumore, questo è stato scientificamente accertato.

Allenamento anticellulite, quale attività fare?

Quindi sono assolutamente favorevole ad un allenamento per eliminare la celluite, e anni di lavoro nel fitness me lo hanno confermato; ma che tipo di attività fare? anaerobica lattacida o aerobica? quali sono i migliori esercizi per eliminare la cellulite dal sedere (glutei)?

Per alcuni l’allenamento per eliminare la cellulite ideale è quello aerobicobico, – bicibletta, camminata, corsa ecc – perché, secondo i fautori di questa teoria questa tipologia di allenamento eviterebbe l’accumulo di acidi lattico che si genera in anaerobiosi – tipico dell’attività in palestra per capirci.

L’acido lattico andrebbe a peggiorare a sua volta la circolazione sanguigna periferica e di conseguenza favorirebbe la cellulite stessa.

allenamento anticellulite
Eliminare la cellulite in palestra

L’allenamento per eliminare la cellulite deve essere solo aerobico?

Secondo la mia esperienza assolutamente NO!, io mi associo alla seconda teoria e cioè che gli esercizi per la cellulite in palestra siano fondamentali vediamo di capire il perché :

  • Intanto non esistono studi importanti che evidenzino una relazione tra acido lattico e cellulite
  • L’attività aerobica, come corsa, camminate, zumba ecc. pur agendo su cosce e glutei non avrà mai l’effetto tonificante e rassodante che hanno esercizi specifici con ausilio di contrappeso, efficacissimi per il sedere, come affondi, glutei alla macchina o abduttori all’abduttor machine. I glutei (il sedere per capirci) sono muscoli molto potenti e vanno sollecitati nel modo giusto.
  • L’ acido lattico insieme alle altre tossine (radicali liberi) in un organismo allenato viene smaltito più velocemente, più c’è anzianità di allenamento e meglio viene metabolizzato. Non vi sono atlete centometriste con la cellulite tanto per capirci, E loro di lavoro in palestra ne fanno veramente tanto.

Come sviluppare l’allenamento anticellulite ideale

Attività aerobica 2/3 volte la settimana, (dipende dall’anzianità di allenamento)

Camminata veloce in salita corsa lenta, cyclette a bassa intensità da non fare superare i 130 battiti al minuto.

I grassi si bruciano a bassa intensità, chi fa ore di spinning o di aerobica pensando di dimagrire sbaglia,in quanto pur essendoci dei risultati iniziali,c’è una forma di adattamento,un minor impiego di grassi a scopo energetico a discapito del tessuto muscolare (catabolismo) che viene usato a scopo energetico (il lavoro ad alta intensità necessita di zucchero, l’organismo se non ne ha a sufficienza lo ricava dagli aminoacidi).

L’attività aerobica ha una forte efficacia nel dimagrimento se viene fatta al mattino a digiuno prima di colazione.

 

L’attività aerobica si può anche fare dopo l’allenamento in palestra, quando le scorte di glicogeno ( che è una riserva di zucchero ) sono basse e si ripropone una situazione metabolica simile a quella che si verifica al mattino a digiuno.

Per ciò che concerne invece il lavoro anaerobico lattacido (esercizi per la cellulite, gli esercizi per il sedere per capirci) con attrezzi e pesi prediligo esercizi in set giganti, cioè due o tre esercizi fatti di seguito, senza riposo che coinvolgono aree vicine alla zona cellulitica

es. slanci al gluteui 12 ripetizioni per gamba, poi senza riposo 15 ripetizioni fatte all’abduttor machine e poi ancora senza fermarsi 10 ripetizioni per gamba di affondi con i pesi da 2 o 4 kg, il tutto va poi ripetuto più volte.

E’ logico che questo è solo un esempio, e che il programma va adattato alla singola persona anzianità di allenamento, età ecc.

Esercizi per glutei
Esercizi per i glutei fondamentali per un allenamento anticellulite

Altri esercizi che si possono inserire nel set gigante ( che in genere non si sviluppa con più di tre esercizi che possono variare da giorno a giorno) possono essere squats liberi, leg curl, pressa, insomma tutti gli esercizi che coinvolgano sedere (gluteo) gamba e coscia.

Il set gigante favorisce la circolazione (aumentando l’ossigenazione periferica) la tonificazione e il rassodamento muscolare

Ovviamente queste combinazioni vanno inserite in un programma di allenamento completo, che faccia lavorare tutte le aree del corpo e che sia suddiviso nei giorni della settimana che ci si desidera allenare. Quindi è importante avvalersi di un consulente qualificato.

La dieta anticellulite (come riportato ad inizio articolo) da associare all’allenamento per eliminare la cellulite riveste un ruolo fondamentale.

caduta dei capelli

Previeni la caduta dei capelli con l’alimentazione

Prevenire la caduta dei capelli con l’alimentazione

La caduta dei capelli, calvizie, o alopecia androgenetica, è un problema che colpisce soprattutto gli uomini, ed è sempre più diffuso anche tra i giovani.

Le cause che possono scatenare la calvizie, ovvero la caduta dei capelli, possono essere diverse. Ad esempio, ci può essere un fattore genetico, oppure si può attribuire all’attività ormonale, a malattie degenerative, all’assunzione di farmaci, all’età, a uno scorretto stile di vita e alimentazioni poco appropriate.

Calvizie: le cause della caduta dei capelli

Fattori genetici

Non è mai facile accettare segni di stempiature, diradamenti eccessivi o la completa perdita dei capelli, ma se proprio è necessario trovare un “colpevole”, per la maggior parte delle volte si possono ringraziare i propri genitori. In particolare la mamma se siete di sesso maschile: è da lei che si eredita infatti il cromosoma X che detiene quasi 300 regioni, detti marcatori genetici, responsabili della struttura, sviluppo e salute dei capelli. La mamma a sua volta potrebbe averlo ereditato da vostro nonno, che a sua volta aveva problemi di calvizie, magari ereditate da vostra bisnonna, e così via. Naturalmente vostra mamma non è l’unica responsabile del vostro problema: si stima infatti che ci sia una maggiore predisposizione alla calvizie per i figli che hanno il papà affetto anch’esso da alopecia androgenetica.

calvizie dott. Enrico Veronese
La prevenzione aiuta

Tuttavia, se fosse solo una questione di cromosomi e marcatori non si spiegherebbe il perché la calvizie colpisce maggiormente gli uomini, che hanno un solo cromosoma X, rispetto alle donne, che hanno ben 2 cromosomi X nel loro corredo genetico.

Livelli di testosterone

Tralasciando il fatto che ci sono soggetti meno fortunati (che manifestano esteticamente la caduta dei capelli) e più fortunati (che non manifestano calvizie perché non hanno ereditato il gene o perché lo hanno ereditato in forma latente), ecco che entrano in scena gli ormoni, i quali giocano un ruolo fondamentale.

Tenendo sempre conto dei fattori chiave che sono la predisposizione genetica e la sensibilità dei bulbi piliferi, la calvizie o alopecia androgenetica può dipendere anche dai livelli di testosterone.

Bassi quantitativi di testosterone e alti livelli di diidrotestosterone, che per semplicità chiameremo DHT, concentrati nel cuoio capelluto sono i principali contributori di alopecia e calvizie.

calvizie caduta dei capelli
bulbo pilifero

I problemi di calvizie sono infatti legati a un enzima, la 5alfa-reduttasi di tipo II, che ha la capacità di convertire il testosterone nel suo catabolita, il DHT. Ad alti livelli di DHT si associano sviluppo limitato dei capelli e atrofizzazione dei bulbi piliferi. I bulbi piliferi che sono maggiormente coinvolti risiedono sulla sommità del capo e interessano la regione fronto-parietale. Le zone meno coinvolte invece si trovano dietro, in prossimità della nuca.

Nei primi stadi della calvizie, si assiste dapprima ad un assottigliamento e aumento di fragilità, per poi terminare con la morte definitiva del bulbo, e di conseguenza caduta definitiva del capello. Il risultato che si riscontra il più delle volte è che gli uomini tendono a diventare stempiati e le donne con capelli diradati sempre meno fitti.

Donne, testosterone ed estrogeni

Abbiamo detto che le donne sono meno predisposte alla caduta dei capelli e alla calvizie rispetto agli uomini. Questo è dovuto principalmente a due fattori:

  • Le donne producono molto meno testosterone e, di conseguenza, meno testosterone può venire convertito in DHT.
  • La presenza di estrogeni che, al contrario del DHT, stimolano la proliferazione dei capelli. Non è una regola assoluta, però è una cosa che si verifica anche negli uomini. Chi possiede livelli di estrogeni più alti infatti è meno soggetto a calvizie. Tuttavia è più soggetto ad altri problemi come ginecomastia, affievolimento del desiderio sessuale, mancanza di eccitamento e problemi di erezione.

Aprendo una rapido inciso sulla farmacologia, è ormai cosa nota che chi si sottopone a cicli di chemioterapia assiste già nel primo periodo alla caduta di enormi quantità di capelli, che può essere parziale o totale. Questo è dovuto dal tipo di farmaco antitumorale impiegato e dall’azione che coinvolge tutto il sistema immunitario, comprese le cellule non tumorali impiegate nella formazione e sviluppo del capello, che ricordiamo essere costituito principalmente da cheratina (una proteina). Allo stesso modo, seppur con impatto decisamente più lieve, anche lo stress ha un impatto simile sulla caduta dei capelli.

Ora che abbiamo appreso le cause più comuni responsabili delle calvizie, andiamo al nocciolo della questione: è possibile porre rimedio alle calvizie?

L’alimentazione può aiutare a prevenire la caduta dei capelli

Parrucche, trapianti, interventi di tricopigmentazione, etc. sono rimedi alla calvizie più o meno drastici. È necessario tuttavia sottolineare che sono tutte vie percorribili per rimediare a danni già di per sé irreversibili, che risolvono il problema, ma non lo curano alla radice.

Premettendo che è sempre meglio prevenire che curare, proprio nell’alimentazione vi sono alcuni elementi che possono aiutare a lenire il problema.

Partiamo dal fatto che coloro che hanno un’alimentazione scorretta danneggiano in primo luogo la propria salute e in secondo luogo anche i propri capelli. Infatti anch’essi necessitano di nutrimento, così come i muscoli, le ossa, gli organi e tutto quello di cui siamo fatti!

Diete restrittive

Le diete ipocaloriche e un’alimentazione poco varia sono due dei principali fattori di rischio che possono compromettere la salute dei capelli.

Come abbiamo detto prima, i capelli sono fatti principalmente di cheratina, motivo per cui il metabolismo proteico è coinvolto.

Non bisogna quindi sottovalutare i quantitativi di proteine introdotti nella dieta. Questo perchè le proteine vengono catabolizzate in pezzetti più piccoli per poter essere assorbite e successivamente ricostituite ed impiegate nella formazione di unghie, peli, capelli, ecc.

Aminoacidi solforati

calvizie dott. Enrico Veronese
aminoacido solforato

Per mantenere in salute i propri capelli è necessario che non ci sia carenza di alcuni aminoacidi. In particolare quelli solforati (metionina e cisteina) che sono determinanti per la struttura e l’integrità dei capelli. Infatti la peculiarità di questi due aminoacidi è che contengono zolfo.

Le catene di cheratina che sono la base dei capelli, vengono irrobustite e legate ad altre catene di cheratina proprio grazie al legame disolfuro fornito da metionina e cisteina.

In alcuni soggetti la formazione di questi ponti fa sì che la struttura proteica si ripieghi formando una “spirale” che dà origine al fenomeno dei capelli ricci. Quando si utilizzano le piastre per capelli invece questi tornano lisci perché i ponti vengono rotti dal trattamento termico.

Nell’alimentazione non devono mai mancare metionina e cisteina perché una loro carenza porta ad indebolimento, sviluppo limitato e cadute. Ricordiamo infatti che la metionina è un aminoacido essenziale, mentre la cisteina è un aminoacido semi-essenziale.

Quest’ultimo può aver origine proprio a partire dalla metionina, la quale non può essere sintetizzata nel nostro organismo. Per questo è indispensabile assumerla con l’alimentazione e l’integrazione.

Polifenoli

I polifenoli sono dei preziosissimi antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cellulare e ci proteggono dalle infiammazioni. Servono inoltre a proteggerci dalle calvizie, favorendo la crescita dei capelli e rendendoli morbidi e lucidi.

Vitamine

Assieme agli aminoacidi solforati e polifenoli, in una giusta alimentazione per la salvaguardia della salute dei capelli e non solo, vanno senza dubbio menzionate le vitamine che svolgono un ruolo protettivo e regolatore. Molto importanti sono la Biotina (Vitamina B8) e l’inositolo (Vitamina B7). La biotina regola la produzione di sebo cutaneo che lubrifica il cuoio capelluto, rendendo morbidi e setosi i capelli idratandoli costantemente. Inoltre essa può contrastare la caduta di capelli per quei soggetti che hanno carenza di tale vitamina.

Inositolo (Vitamina B7)

L’inositolo protegge le membrane cellulari, fortificando i capelli alla radice. Vitamina C e Vitamina E, assieme ai polifenoli, sono eccezionali antiossidanti che regolano la buona circolazione del sangue, portando così i nutrimenti ai follicoli, quindi anch’esse indispensabili.

Minerali

Gli oligoelementi come zinco e ferro sono contenuti soprattutto nei prodotti di origine animale e nelle verdure. Sono necessari al rafforzamento della struttura del capello e alla rigenerazione dei tessuti danneggiati. Il rame invece è implicato nella pigmentazione, scongiurando la comparsa di capelli bianchi.

Omega 3

Gli Omega 3, esattamente come la Vitamina E, permettono al sangue di fluire correttamente e di apportare con regolarità i nutrienti per sviluppare e rinforzare le strutture e le cellule pilifere.

Serenoa repens

A livello ormonale, la pianta Serenoa repens si è dimostrata un ottimo rimedio per bloccare l’enzima 5alfa-reduttasi di tipo II. Enzima che, come abbiamo già detto, converte il testosterone in DHT, che atrofizza i bulbi piliferi.

Dieta varia equilibrata e controllata

Una dieta sana ed equilibrata diventa dunque indispensabile per prevenire la calvizie. È necessario assumere tutti gli alimenti in modo equilibrato.

È importante non esagerare con carni rosse, pesce azzurro e latticini, e mangiare con regolarità frutta e verdura, in particolare frutta secca e legumi.

Dove sussistono problemi di assimilazione di alcuni elementi è sempre bene integrare. Infine mai scordare di associare il regime alimentare ad un’adeguata e costante attività fisica!

Questa permette infatti di migliorare il flusso cardiocircolatorio e di metabolizzare meglio i macro e microelementi.

Software nutrizionale

Per il raggiungimento di questo obiettivo esiste un software nutrizionale che io e i miei collaboratori utilizziamo quotidianamente per le consulenze. Questo software permette di rilevare tutti gli elementi micro e macro della normale alimentazione ed è utilizzato anche dal Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Milano.

Come funziona questo software?

Innanzitutto si inseriscono i dati relativi all’alimentazione abituale. Il programma quindi estrapola per es. la quantità di vitamina E che si ingerisce complessivamente nella giornata e fa la stessa cosa con zinco, aminoacidi, vitamina C, ecc.  Ma non solo: viene anche rilevato il potere antiossidante complessivo della dieta, misurato in ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity).

Grazie a questi preziosissimi dati si riesce a capire se l’apporto esogeno degli oligoelementi importanti per la salute del capello è corretto o meno. Nel caso in cui non lo fosse, si può modificare l’alimentazione o eventualmente introdurre degli integratori, evitando così eccessi ed errori.

Veronese Enrico nutrizionista online

Nutrizionista online

Nutrizionista online durante il lockdown, ma ha senso?

La risposta è , ma solo se si seguono determinate regole.
Il vero nutrizionista online è semplicemente un professionista che si relaziona con il paziente in modo virtuale per un problema di distanza o di impossibilità, in particolare durante questo periodo di emergenza sanitaria. Quindi il metodo di lavoro e l’approccio con il paziente è comunque sempre lo stesso che viene adottato in studio.

Capita sovente che dietro alla dicitura “nutrizionista online” invece si celi una struttura commerciale, o una figura non legalmente abilitata (vedi personal trainer, estetiste ecc), che dice che a sua volta ha nel suo staff una persona riconosciuta da un albo professionale, ma che questo soggetto non compare a mai realmente, ma solo per certificare il documento ( a volte neanche in questa circostanza)

Le diete possono essere solo fatte da professionisti  abilitati, iscritti all’albo e con laurea specialistica, il nutrizionista non può semplicemente firmare un programma fatto da altri non abilitati per legge, ma deve materialmente concepire, sviluppare e spiegare il programma al paziente con il quale deve instaurare un rapporto, diversamente si ottemperano dei comportamenti che potrebbero avere rilevanza penale.

nutrizionista online
Il rapporto con il cliente dev’essere diretto

Se chiedi la consulenza di un nutrizionista sportivo online, è vostro diritto conoscerlo e relazionarvi con lui e non con una struttura commerciale preposta che gestisce un business organizzato.

Per questo vi consiglio, prima di firmare qualcosa o di prendere impegni vincolanti, per avere una consulenza nutrizionale online, di valutare bene il tipo di servizio proposto, le modalità, i tempi e le figure professionali.

Il rapporto diretto con il nutrizionista è fondamentale per il successo della dieta. Il programma nutrizionale online non può essere un modello “copia e incolla” spacciato come metodo che non tiene conto dell’individualità del paziente. Il professionista deve essere reale, il paziente ha il diritto:

  • (per legge) di avere un riscontro diretto con chi gli fa il programma, che a sua volta deve firmare la dieta in modo chiaro, specificando la qualifica e per trasparenza anche inserendo il codice di iscrizione all’ordine a cui è iscritto  medici, dietologi, biologi (es.078735 sez A).

Quindi, il dietologo on line ( o nutrizionista online o le consulenze on line con nutrizionista ecc) non può essere  una figura filtrata da intermediari, che ha una presenza solo nominale, e neanche può essere il personaggio virtuale di una serie di filmati tutorial preconfezionati.

Se il fine del soggetto, è quello per esempio di avere un consulto con nutrizionista sportivo, o con un nutrizionista vegan il paziente deve realmente relazionarsi con il dottore, esattamente come se fosse in studio.

I filmati possono essere un ottimo supporto e potrebbero avere senso nel caso in cui non si richieda una dieta individuale, ma semplicemente dei consigli generici sulla corretta alimentazione per un determinato fine.

In questo caso è  come si trattasse di un seminario visto in differita e quindi il supporto video è senz’ altro utile e funzionale perché tratta l’argomento in modo generale e non finalizzato al singolo individuo.

Personalmente, nel rapporto con il consulente nutrizionale vedo anche non in modo positivo l’utilizzo di app o programmi, che in base ai dati inseriti dal paziente, sviluppano soluzioni alimentari. Anche questo caso mi sembra un maldestro tentativo di bypassare la figura professionale del dietologo online al fine prettamente commerciale di ridurre tempi e costi (non per il paziente, ma per il proponente). Inoltre penso che non si possa applicare “la matematica” all’ organismo umano, ogni caso ha una sua specificità e va valutata individualmente.

In questo modo torniamo al punto di partenza:
come fa un “nutrizionista online” a cogliere tutti questi aspetti se non si è mai relazionato direttamente con il paziente?

Vediamo ora i problemi che potrebbero insorgere in un rapporto a distanza.

La cosa più evidente, è l’impossibilità di poter eseguire determinate operazioni dirette legate all’acquisizioni di dati relativi a valutazioni antropometriche.
In parole povere:

  • come fa il consulente nutrizionale a distanza a valutare il grado di obesità del paziente?
  • Come fa a calcolare la massa magra, grassa e ossea?

Vediamo alcune soluzioni.

Enrico Veronese nutrizionista online
il rapporto professionista paziente è alla base del successo

Il professionista può inviare un paziente un kit che contempla un plicometro, che è una pinza che serve per misurare lo spessore della pelle, un centimetro da sarta, un calibro.

  1. Il plicometro serve per misurare lo spessore della pelle, per facilitare le operazioni al paziente, il nutrizionista può mettere a disposizione dei filmati/tutorial dove spiega all’interessato come deve essere usato lo strumento, come va presa la pelle e in che punto.
  2. Il centimetro serve per prendere alcune circonferenze e il calibro per prendere lo spessore di alcune ossa anche in questo caso i tutorial possono essere di grande aiuto. Queste operazioni in pratica sono molto semplici, e i dati vengono poi inviate al professionista che tramite specifici programmi associando peso, altezza, età del paziente ricaverà i dati antropometrici.

Come difetto possiamo dire che, oltre al problema della manualità e del relativo impegno attivo del soggetto che si supera con i tutorial e assistenza, rimane il fatto che gli strumenti inviati non sono particolarmente specifici, nel senso che un plicometro realmente preciso supera i 500 euro di costo, e non è di plastica.

Però posso dire per esperienza che la discordanza tra i due strumenti non è così ampia, e poi comunque è importante più del resto la variazione oggettiva che avviene tra un controllo e l’altro, mi spiego meglio; se uso una bilancia tarata male, che sbaglia di un kg a favore, ma nei controlli successivi continuo ad usare la stessa bilancia con lo stesso errore potrò comunque valutare i miglioramenti, importante è utilizzare gli stessi strumenti.

A questo punto alcuni potrebbero sollevare dubbi di precisione non sul tipo di strumento, ma proprio sul tipo di analisi asserendo che metodiche come la BIA siano più determinanti. Mi riprometto di trattare la cosa in un articolo specifico, ma quello che vi posso anticipare è che personalmente ritengo più idonea la plicometria (pur avendo nei miei studi entrambi gli strumenti) anche se meno precisa, per la sensibilizzazione e la percezione che crea nel paziente aiutandolo ad acquisire una maggiore consapevolezza del suo corpo e distribuzione del grasso

Altro metodo di cui si potrebbe avvalere il professionista è quello di appoggiarsi a strutture decentrate, (nord, centro, sud) palestre o centri dove vengono eseguiti per conto suo i test, o dove egli stesso o suoi collaboratori si recano per fare le analisi antropometriche.

La cosa più semplice che tra l’altro soprattutto all’inizio può dare un corretto riferimento senza creare complicazioni, è un approccio visivo tramite web ( skype, whatsapp, facebook ecc)  associato al BMI (indice di massa corporea) che si ricava tramite semplici calcoli conoscendo peso e altezza, in questo modo, il professionista  di esperienza, riesce a capire la situazione del soggetto e a trarne le dovute considerazioni.

In certe situazioni la certezza dell’esatta percentuale di grasso non ha in realtà rilevanza pratica sul programma (variazioni del 3-4 %in più o in meno) soprattutto quando il soggetto ha abitudini alimentari lontanissime da quelle corrette e una percentuale di grasso molto alta.

Concludendo , ad un nutrizionista che opera online  purché ad operare sia realmente un professionista, dichiarato ed abilitato per legge e che ci sia un reale contatto diretto.