dieta per diabetici

Dieta per diabetici: alimentazione e regole generali

Le tue scelte alimentari contano molto quando hai il diabete. Alcune sono migliori di altre. Ecco perché è importante seguire una dieta per diabetici corretta.
Cerchiamo di capire quali fattori possono favorire l’insorgere del diabete, quali sono i soggetti che hanno una maggiore predisposizione allo sviluppo della malattia e qual è la corretta alimentazione per diabetici.

I fattori di rischio del diabete

Quando il nostro organismo ha problemi legati all’insulina, si può sviluppare il diabete.

Il diabete è una malattia cronica, appartenente alla categoria delle malattie metaboliche.

Esistono due principali tipi di diabete, il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2 (che è senz’altro il più comune).

Diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una vera e propria malattia autoimmune: il sistema immunitario non funziona come dovrebbe e attacca le cellule deputate alla produzione dell’insulina, causando un’importante carenza di questo ormone.

Il diabete di tipo 1 è una forma di diabete che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta.

La predisposizione genetica è il fattore di rischio principale, seguono fattori immunitari (legati ad una particolare difesa del nostro organismo contro le infezioni) e fattori ambientali (dipendono dall’azione contro il nostro organismo di batteri, virus, sostanze chimiche, etc.).

Diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è la tipologia di diabete più conosciuta e frequente, che colpisce tipicamente i soggetti in età matura.

Si differenzia dal diabete di tipo 1 per la produzione d’insulina.

I problemi legati all’iperglicemia sono infatti causati da:

a) insulinoresistenza (l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente) o

b) dalla quantità insufficiente di insulina prodotta per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina).

Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali.

Stili di vita scorretti come la mancanza di attività fisica e una dieta non equilibrata (es. una gran quantità di cibi ad alto indice glicemico o ad alto contenuto di zuccheri) possono contribuire allo sviluppo della malattia.

Le persone che hanno problemi legati al peso (obesità e sovrappeso) sono maggiormente predisposte al diabete di tipo 2.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Dieta per diabete: regole generali

Ogni soggetto ha esigenze diverse, sia a seconda della gravità della malattia sia in base alla tipologia di diabete.

Se la dieta per i diabetici di tipo 1 serve maggiormente per mantenere i corretti livelli di glicemia, spesso la dieta per i diabetici di tipo 2 ha come obiettivo la riduzione di peso ed è quindi una dieta ipocalorica.

È fondamentale dunque che ogni diabetico abbia una dieta non solo corretta, ma anche personalizzata.

La dieta alimentare per diabetici deve inlcudere cibi con basso indice glicemico e con quantità ridotte di zuccheri semplici e di grassi saturi.

Non saltare i pasti!

Uno dei segreti per evitare pericolosi picchi glicemici consiste nell’essere regolari nel consumo degli alimenti.

È estremamente importante evitare di saltare i pasti: quando questo accade è molto probabile che nelle ore successive si manifesti un attacco di fame, durante il quale probabilmente si consumeranno grandi quantità di alimenti poco salutari.

Mangiando in maniera regolare e con pasti adeguatamente distanziati, la glicemia si tiene pressoché costante per tutto il giorno evitando richieste eccessive e improvvise di insulina. In breve…vietato saltare i pasti!

L’importanza delle fibre

Le fibre sono molto importanti nella dieta del diabetico, favoriscono la riduzione dell’indice glicemico agendo sull’assorbimento intestinale. Sono consigliati cereali integrali e altri cibi ricchi di fibre.

Il ruolo degli zuccheri

È consigliato moderare il consumo specialmente degli zuccheri semplici. Ciò significa una drastica riduzione di dolci e prodotti da forno, ma anche di frutta con alti livelli di fruttosio, frutta candita, bibite gassate e qualsiasi bevanda zuccherata.

I carboidrati

Nella dieta per il diabete è fondamentale un bilanciato apporto di carboidrati, ma attenzione a non esagerare.

Personalmente consiglio un moderato apporto di carboidrati, prediligendo cibi con alti quantitativi di carboidrati complessi e fibre.

Sono quindi consigliati cereali integrali, legumi, vegetali.

Non dimenticare di bere acqua

Non dimenticarti dell’importanza di bere acqua regolarmente e rimanere idratati.

Via libera dunque ad acqua, (non zuccherato), tisane e bevande salutari.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Alimenti per diabetici: cosa mangiare e cosa evitare

Sapere quali cibi evitare quando si ha il diabete a volte può sembrare difficile. Tuttavia, seguire alcune linee guida può renderlo più semplice.

Alimenti consigliati per diabetici

I cibi più consigliati per le persone diabetiche sono:

Cereali integrali e legumi.

Verdure e ortaggi (come pomodori, carote, carciofi).

Pesce e carni bianche.

Frutta non troppo zuccherina (come arance e fragole).

Tuberi (come le patate).

Alimenti a cui fare attenzione

Tra gli alimenti che i diabetici dovrebbero evitare nella propria dieta ci sono:

Zucchero e miele.

Dolci, snack preconfezionati, biscotti, prodotti da forno.

– Bevande con alti livelli di zucchero, tra cui succhi di frutta e bibite gassate.

Frutta molto zuccherina (come banane e uva), frutta essiccata e sciroppata.

Cereali raffinati.

Alcol.

La dieta per la cellulite

La cellulite è un problema estetico che colpisce molte donne. Gli uomini, invece, per questioni ormonali risultano meno predisposti.

In questo articolo non mi concentrerò sulla dieta per la cellulite, ma parleremo delle abitudini alimentari e degli stili di vita corretti, che possiamo paragonare alle fondamenta di una casa, senza le quali tutto il resto non ha significato.

Come combattere la cellulite

Per poter assumere comportamenti corretti dobbiamo partire dalla valutazione delle cause.

Le cause principali della cellulite sono l’accumulo di grasso, problemi al sistema endocrino, ormoni, problemi alla circolazione sanguigna e linfatica, predisposizione genetica.

Una dieta per la cellulite deve avere poco sale.

Nella lista dei “ricercati” da eliminare perché favoriscono la formazione della cellulite il sale è sicuramente al primo posto.

L’eccesso di sale causa ritenzione idrica: un nemico subdolo che, oltre alla cellulite, può causare tanti altri problemi gravi.

Sia ben chiaro: il sale, che è costituito da cloruro di sodio, è utilissimo all’organismo. In determinati periodi storici ve ne era carenza e i lavoratori venivano pagati con questa preziosa sostanza; di qui la parola salario. Il problema è l’eccesso di sale!

dieta per la cellulite
è una buona abitudine non usare sale

 

Nella società moderna industrializzata se ne consuma moltissimo.

I maghi del gusto hanno scoperto che il mix ideale per rendere un sapore super, tanto da crearne quasi una dipendenza psicologica, è un mix tra zuccheri raffinati, grassi e sale. Un vero e proprio cocktail di veleni per il nostro organismo, che risulta anche un ottimo alleato della cellulite. Attenzione: i nemici non sono i tre macronutrienti, ma le tipologie utilizzate in genere negli alimenti (grassi saturi e idrogenati, zuccheri raffinati) e soprattutto le dosi.

Una dieta per la cellulite deve avere pochi grassi saturi e pochi zuccheri raffinati

Purtroppo questo mix viene usato indiscriminatamente sia nei cibi dolci che in quelli salati.

Quindi non è tanto il sale che aggiungiamo ai cibi che ci deve preoccupare, poiché questo è facile da ridurre o diminuire.

Il vero problema è il sale presente in prodotti insospettabili. Pensate che in alcuni cereali per le colazioni c’è tanto sale quanto quello contenuto in una lattina di tonno. Lo stesso vale per biscotti, brioches e altri alimenti che non fanno presupporre la presenza di un alto contenuto di sodio, ma che invece ne hanno eccome!

Le autorità per la sicurezza alimentare come l’EFSA (European Food Safety Authority) consigliano al massimo 5 grammi di sale al giorno. Pensate che alcune persone raggiungono questo quantitativo soltanto con la colazione. La media italiana è di circa 11 gr al giorno, quindi più del doppio.

Come si elimina il sale in una corretta dieta per la cellulite?

Sembra una domanda stupida poiché basterebbe non utilizzarlo (inteso come sale da cucina), ma in realtà abbiamo visto che la cosa è ben più complessa dato che la maggior parte del sale che ingeriamo è presente nei cibi che non prepariamo noi a casa.

Quindi cosa fare?

Intanto dobbiamo leggere attentamente le etichette poiché, grazie alla nuove leggi, su ogni etichetta troveremo indicato il contenuto di sale per 100 gr di prodotto.

Visto che è molto difficile trovare alimenti completamente privi di sale, una regola precisa di comportamento è orientarsi su prodotti che ne contengano poco, cioè prodotti a basso contenuto di sodio.

dieta per la cellulite
cellulite a “buccia d’arancia”

Tutto dipende dal quantitativo giornaliero che se ne assume.

Proviamo a metterci nei panni di una persona comune: i biscotti del mattino possono arrivare a contenere 1 g di sale ogni 100 g – e se sono buoni si fa davvero in fretta a mangiarne un etto. La stessa quantità si può trovare non solo nei cereali ma anche nelle minestre e nei minestroni preconfezionati. Il pane e i grissini possono superare senza problemi il mezzo grammo di sale, mentre gli insaccati possono averne fino a 2/3/5 g, e cosi via.

Mangiare un etto di prosciutto crudo o di bresaola non è cosa rara: essi contengono oltre 4 g di sale; quindi considerando il limite di circa 5/6 g non è difficile capire come sia facile eccedere.

Regole di base per una corretta dieta per la cellulite con poco sodio

  • leggere le etichette e orientarsi su cibi a basso contenuto DI SALE (pane e grissini vengono spesso prodotti senza sale basta trovare la panetteria giusta;
  • non usare più il sale da cucina.

So che questo punto può risultare traumatico, ed è vero che all’inizio sembra che i cibi non abbiano più sapore, ma posso garantirvi che nell’arco di un mese la vostra percezione cambierà e con l’adattamento apprezzerete di più i reali sapori delle pietanze (probabilmente quando andrete al ristorante troverete tutto salato e meno buono).

Tra gli alleati del sale a favore della cellulite che vanno esclusi in una dieta per la cellulite non posso fare a meno di citare:

  • Il fumo
  • La carenza di attività sportiva
  • Lo stress
  • L’obesità
  • I contraccettivi ormonali
  • La cattiva alimentazione in generale
  • Stili di vita sbagliati (per esempio poche ore di sonno ecc.)
  • Problemi endocrini
  • Ritenzione idrica e fragilità capillare
  • Alcool

Nel prossimo articolo vedremo invece tutto ciò che previene la cellulite. I comportamenti e le abitudini corrette, gli stili di vita e l’allenamento adatto in palestra e non solo.

La dieta alimentare corretta per dimagrire: i 6 punti fondamentali

Vediamo quali sono gli elementi base per una corretta dieta per dimagrire. Ho già spiegato nel mio articolola dieta giusta non esiste come appunto non esista un modello alimentare vincente, ma che il programma nutrizionale ideale è quello adatto alla nostra condizione fisiologica e psicologica in un determinato momento. Quindi il programma giusto di due mesi fa, adesso non è più il programma giusto, perché le condizioni sono cambiate.

1) Una dieta corretta per dimagrire non deve fare venire fame

Quando nei seminari cito questo punto, si crea sempre un certo brusio, come se quasi avessi detto un’assurdità. L’atteggiamento scettico nasce dal fatto che abbiamo una cattiva cultura su cos’è realmente una dieta. Dal greco dieta vuole dire “stile di vita“, cioè un modello nutrizionale da applicare per sempre. Quindi vi chiedo, ma che stile di vita è quello che vi costringe ad alzarvi desiderando cibo ed ad addormentarvi sognandolo?

Non è semplicemente uno stile di vita, è una sofferenza, che porta prima o poi a stress e frustrazione che sfociano in disastrose mangiate.

Dieta corretta dimagrire
Frutta e verdura non devono mai mancare in una dieta

2) Lo screening è necessario per iniziare una dieta 

Quindi è fondamentale valutare tramite screening specifici il reale fabbisogno della persona, cioè quante calorie ha bisogno una persona per sopperire al fabbisogno causato dal suo metabolismo basale, sommato alle calorie necessarie per sopperire alla necessità che si generano dalle attività che si svolgono durante la giornata (lavoro, sport, vita sociale, etc.) Una dieta non è la vostra dieta se prima non viene fatto questo tipo di studio, che richiede tempo e professionalità.

Per questo le diete copia incolla dei giornali o quelle fatte da persone che non hanno le qualifiche o sono incompetenti  (vi ricordo che è reato penale fare diete se non si è iscritti all’albo dei medici o dei biologi) sono del tutto inefficaci se non dannose alla salute. Per calcolare il fabbisogno bisogna fare un recall delle 24 ore precedenti per valutare le attività della persona, poi inserire i dati in programmi specifici che assegneranno particolari coefficienti (detti LAF) ad ogni attività svolta. Una volta fatto questo il programma calcolerà una media finale ricavando un coefficiente unico a cui verranno moltiplicate le calorie del metabolismo basale. Il risultato è il reale fabbisogno della persona.

Solo dopo questo approccio, che richiede tempo ed esperienza, si avrà un dato corretto e utilizzabile. Pensare di compensare queste analisi con tabelle o cose simili non ha senso e porta a realizzare poi diete sbagliate.

Diete corrette per dimagrire
La dieta deve diventare un’abitudine salutare

Una volta che abbiamo questo dato saremo in grado di realizzare un programma con le calorie adeguate che sopperirà alle esigenza fisiologiche, senza essere eccessivamente restrittivo, e vi permetterà di dimagrire, dimagrire mangiando, uno slogan che uso sovente ma che in realtà è alla base di una dieta vincente, una dieta che diventa stile di vita.

3) La dieta alimentare corretta per dimagrire deve essere recepita come stile di vita.

E’ Inutile intraprendere programmi restrittivi con in testa una sola domanda “ per quanto tempo lo devo fare?”. È il peggiore degli inizi. Pensare che si possa fare un programma di privazione per un periodo e poi illudersi che una “miracolosa” dieta di mantenimento possa preservare il risultato è pura illusione. Se fate un periodo di ristrettezza calorica o di privazione alimentare, nel momento in cui aumentate le calorie o riprendete la categoria alimentare eliminata, dopo un certo periodo in cui l’organismo percepisce il cambiamento, riprenderete tutto il peso perso e non solo. Non devo citarvi studi scientifici a conferma, ognuno di voi, se non ha provato sulla propria pelle, ha sicuramente un amico o un’amica che ha tentato questo percorso e ha fallito.

4) La dieta corretta per dimagrire deve fare si che i risultati si mantengano

I risultati di una dieta corretta per dimagrire si mantengono solo se la dieta stessa diventa uno stile di vita. La dieta va studiata “su misura” e deve conciliarsi con la vita sociale, affettiva e lavorativa della persona. Deve tenere conto dell’alimentazione precedente, delle abitudini e della psicologia del paziente oltre ovviamente a tutti gli aspetti fisiologici e patologici. E soprattutto deve nascere dalla stretta collaborazione tra il professionista e l’interessato, per usare una metafora: un vestito cucito su misura. Esistono metodiche specifiche che consentono di arrivare a questo risultato che si basano su protocolli specifici, che io e i miei collaboratori utilizziamo da anni con successo.

5) La dieta corretta per dimagrire deve essere salutare

Ovviamente la dieta corretta per dimagrire deve essere salutare, ne abbiamo già ampiamente parlato negli articoli passati. Le diete che creano squilibrio e allontanano dall’omeostasi inevitabilmente causano un effetto rebound che porta la persona a ritrovarsi in poco tempo in una condizione di grasso peggiore di quella iniziale. Una dieta che causa squilibri e problematiche alla salute (come alcune diete chetogeniche) non potranno mai diventare stili di vita.

dieta corretta per dimagrire dott. Veronese
L’ attività fisica è fondamentale

6) Una dieta corretta per dimagrire deve essere accompagnata da movimento

Il movimento è fondamentale. Va adattato alla persona con la stessa metodica con cui è stato creato il programma alimentare. L’attività fisica deve piacere e quindi deve essere non imposta. Deve entrare a fare parte della vita della persona senza creare stress e frustrazione e soprattutto deve essere fatta in modo continuativo. L’attività fisica complementare alla dietoterapia verrà trattata in modo specifico in un nuovo articolo che pubblicherò presto su questo blog. Continua a seguirmi per rimanere aggiornato.

I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista della salute (medico etc.) che ha in cura il lettore, e neanche essere spunto per iniziative personali non monitorate dal medesimo Nel caso l’articolo tratti  di principi attivi utilizzati negli integratori le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico.Gli integratori  vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta e sotto controllo di uno specialista.

Dimagrire in menopausa

Dieta dimagrante in menopausa, ritrova il peso forma!

Perché una dieta dimagrante in menopausa?

La menopausa è una fase della vita di una donna in cui avvengono diversi cambiamenti a livello corporeo. Ecco perché è fondamentale seguire una dieta dimagrante in menopausa idonea che possa garantire non solo un apporto calorico sufficiente, ma anche la possibilità di non accumulare chili in eccesso.

L’alimentazione può avere un ruolo decisivo in questa fase della vita di ogni donna così da poterlo affrontare nel miglior modo possibile. D’altronde proprio l’alimentazione può essere la prima soluzione contro i disturbi associati alla menopausa.

Vale la pena ricordarti che la menopausa, oltre a dei cambiamenti fisici, può determinare anche delle alterazioni nei comportamenti di vita e in quelle che sono le quotidiane abitudini alimentari. Prendere peso perciò è molto più facile e ancor più difficile lo è perderlo. Mangiare bene e sano diventa dunque un passo fondamentale per la salute delle donne che affrontano questo periodo. Nella dieta in menopausa è necessario integrare alimenti che contengano estrogeni, su tutti legumi e soia, così da compensare le carenze di questi ormoni nel corpo.

Le caratteristiche di una dieta dimagrante in menopausa

La dieta in menopausa è bene abbia delle caratteristiche così da potersi rivelare salutare e benefica per il tuo corpo. In primo luogo deve aiutarti a prevenire l’osteoporosi, un problema con cui si trova a far fronte la maggior parte delle donne che vive questa fase della propria vita. Il che vuol dire garantire un sufficiente apporto di vitamina D e calcio, elementi fondamentali per la salute ossea. Senza dimenticare che è bene ridurre, per questa finalità, eccesso di sodio e alcol, oltre che di tannini e ossalati. Attenzione anche ad un abuso di alimenti che contengono fosforo in quanto questo minerale può determinare una maggiore escrezione attraverso l’urina di calcio che invece dovrebbe essere usato per dare robustezza alle ossa.

Dieta dimagrante in menopausa
La menopausa è una fase della vita di una donna in cui avvengono diversi cambiamenti a livello corporeo.

Bisogna anche evidenziare che una dieta per la menopausa dovrebbe favorire il dimagrimento o comunque garantire un equilibrio del peso del tuo corpo. Fino a dover parlare di quanto sia importante mangiare bene al fine di evitare patologie metaboliche o anche eventi cardiovascolari. Infatti, grazie alla riduzione di colesterolo e di grassi saturi assunti col cibo, preferendo omega 3 e quelli insaturi, si ha modo di incrementare la protezione per i vasi sanguigni e le capacità metaboliche per i grassi. Il primo step resta quello di evitare il fai da te che in molti casi può determinare importanti problemi: da uno scorretto apporto di nutrienti, fino alla possibilità di dare origine ad importanti carenze. Vale dunque la pena sottolineare quanto sia importante affidarsi ad uno specialista, medico o biologo nutrizionista che sappia trovare lo schema alimentare migliore per le esigenze di ognuno.

Gli alimenti ideali per la tua dieta in menopausa

Bisogna chiarire che l’alimentazione di una donna che vuole dimagrire durante la menopausa non può fare a meno di fibre e fitosteroli. Questi sono l’ideale soprattutto per i sintomi più fastidiosi come le vampate di calore, le crisi d’ansia e le sudorazioni notturne, cui si associano sbalzi d’umore, insonnia e calo della libido. Il basso livello di estrogeni è la causa principale di questi disturbi che in menopausa possono incidere negativamente anche sulla abitudini quotidiane di una donna. Ecco perché sarebbe bene inserire nella dieta legumi che fanno da barriera per l’intestino limitando l’assorbimento del colesterolo.

Vale la pena considerare anche il calcio e la vitamina D tra quegli elementi essenziali per la salute e per la dieta di una donna in menopausa. L’osteoporosi è uno dei principali pericoli per chi vive questa fase della propria vita, ecco perché aumentando l’apporto di queste sostanze la si può senza dubbio ritardare. Il fabbisogno giornaliero è di 1200 milligrammi al giorno arrivando ad un massimo di circa 2150 milligrammi giornalieri per evitare calcoli renali. Per perdere peso in menopausa è consigliabile aumentare il consumo anche di alimenti con acido linoleico coniugato e omega 3. Ridurre dunque il consumo di grassi saturi, tipo quelli che vengono assunti con le fritture o gli insaccati, preferendo i polinsaturi. In tal senso, gli alimenti migliori per una dieta sono il pesce e i cereali.

Per quanto concerne i carboidrati, spesso vengono considerati nemici di una dieta bilanciata. Nulla di più errato dato che questi sono nutrienti essenziali, al pari con i cereali integrali. Avere un giusto apporto di queste sostanze permette di ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e fa in modo che l’organismo raggiunga la condizione soprannominata ‘Calma Glicemica’. Il che vuol dire che mediante l’assunzione di carboidrati complessi si abbassa l’indice glicemico e si ha un rilascio graduale e costante di zuccheri nel sangue. Meglio dunque non abusare di prodotti troppo zuccherati, prediligendo cereali integrali per la propria alimentazione giornaliera.

Consigli per perdere peso durante la menopausa

Il primo passo per poter riuscire a tornare in forma durante la menopausa è quello di cambiare le tue abitudini alimentari. Partendo innanzitutto dal fare cinque pasti giornalieri: colazione, spuntino, pranzo, spuntino e cena. Non pensare che il digiuno possa farti perdere chili più in fretta in quanto si tratta di un errore comune. Meglio consumare alimenti più sani e che possano garantirti non solo un idoneo apporto energetico, ma anche un dimagrimento effettivo. Sforzati dunque di variare l’alimentazione variando gli alimenti in maniera tale da non dare vita a possibili carenze: proprio queste potrebbero risultare deleterie per la tua salute.

Limita inoltre il sale così da prevenire problemi cardiovascolari e soprattutto limitare la ritenzione idrica, uno dei problemi più comuni tra le donne in menopausa. Bevi molto, almeno 2 litri di acqua al giorno, così da mantenerti ben idratata e fare in modo che i tuoi tessuti funzionino al meglio. Solo così potrai avere la certezza di avere un corpo in salute, evitando inoltre bevande zuccherate che non sono utili nutrizionalmente ma vanno solo a gravare sull’apporto calorico. Potresti anche pensare di inserire qualche tisana, ottima se vuoi goderti un momento di relax e assaporare qualcosa di diverso. Ce ne sono tante che ti permetteranno anche di stabilizzare il tuo umore nel corso della menopausa.

Dieta dimagrante in menopausa
Bevi molto, almeno 2 litri di acqua al giorno

Gli integratori alimentari aiutano a perdere peso?

Molte donne in menopausa si recano in farmacia alla ricerca di soluzioni rapide per perdere peso. La domanda che ci si pone è se effettivamente gli integratori alimentari possano essere un aiuto. Bisogna chiarire che ci sono delle sostanze naturali che possono rivelarsi utili per il benessere dell’organismo. In commercio ci sono diversi integratori che contengono fitosteroli naturali come isoflavoni di soia, trifoglio rosso e cimicifuga. Questi hanno la capacità di garantire una soluzione contro la carenza di estrogeni nelle donne in menopausa. Anche integrare la vitamina D può essere importante in questa fase, per cui puntare su un prodotto che contenga questa, in combinazione con il calcio, fa in modo da dare la giusta resistenza alle ossa, oltre ad un ottimo aiuto per il sistema immunitario.

In caso di carenze alimentari, è consigliabile anche valutare con lo specialista di fiducia la possibilità di iniziare ad assumere un integratore con omega 3 e acido linoleico coniugato per far sì che ci sia una corretta gestione del colesterolo ematico. Fino a dover parlare dei prodotti che contengono acido lipoico che permette di non correre pericoli di insulinoresistenza e iperglicemia. Questo antiossidante riesce a contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi per cui la sua funzione è quella di mantenere stabili i livelli glicemici ematici. Assumere un integratore che lo contenga, su consiglio di un nutrizionista esperto, potrebbe essere una scelta vincente.

Dieta estiva 2020

Dieta per l’estate 2020: 5 motivi per iniziarla subito

L’estate è il periodo migliore per iniziare una dieta, e vi spiego subito il perché.

  • Si evita un’eccessiva aspettativa. Pensare di posticipare il programma nutrizionale a settembre crea una forte aspettativa, in un periodo già difficile di per se, il rientro dalle ferie e l’inizio del lavoro  rappresentano un momento traumatico per molti e l’eccessiva pressione porta al fallimento.
  • Si ha più tempo per se stessi, iniziare la dieta d’estate consente di avere più tempo. Il tempo consente una migliore organizzazione e  organizzazione e logistica significano successo duraturo.
  • Con il caldo si mangia meno: nonostante il freddo ci faccia consumare più calorie, in estate in genere ci si tende a mangiare meno e cibi migliori (frutta, insalate, etc..)
  • Si è più felici e sereni: la motivazione, come già spiegato nel mio articolo “nella dieta la mente è tutto”, è fondamentale.

    dieta estate dott. veronese
    in estate si ha più tempo
  • Si ha una maggiore consapevolezza della propria condizione fisica: nella stagione calda inevitabilmente esponiamo di più il nostro corpo e prendiamo maggiore consapevolezza dei nostri problemi, il fatto di intervenire da subito, e iniziare quindi la dieta in estate  e non in autunno evita una frustrazione che verrebbe trascinata per due mesi, data del fatidico inizio, e qui ci ricongiungiamo al punto uno. Guardarsi allo specchio, non piacersi e non fare nulla crea un forte disagio psicologico amplificato dal fatto che a luglio ed agosto se non si interviene si rischia di peggiorare la situazione. Inserire da subito invece dei piccoli cambiamenti facili, che non ci sconvolgono la vita, rappresenta una gratificazione per il nostro io, che percepisce l’intervento in corso e ci fa vivere le vacanze più serenamente e ci porta ad un miglioramento costante molto maggiore di quello che ci si potrebbe aspettare.

Settembre e la dieta

Settembre è un mese complesso per la nostra psiche, rappresenta il lunedì dell’anno. Aggiungere a questo stress un impegno cosi importante e coinvolgente come una dieta può portare a forte frustrazione e all’interruzione del percorso. Tutti, chi più o chi meno, siamo stati studenti, e tutti abbiamo provato quella sensazione pesante e avvilente di interrompere un periodo di totale inattività con un periodo di studio a tappe forzate. In genere questo metodo si è rivelato sempre come un fallimento, in quanto non sono le ore di studio che fanno la differenza, ma quanto si impara, e la motivazione.

Per la dieta è la stessa cosa, e imparare coincide con abituarsi. Cambiare stile di vita è una cosa che non si può fare per imposizione, ma va fatto per acquisizione. Fare dei piccoli cambiamenti giornalieri progressivi e indolori, che non ci spostino di  troppo le nostre abitudini, in un periodo di serenità e di stato d’animo positivo come succede in estate, è una mossa vincente che crea adattamento e che ci porta al successo. Ovviamente questo avvicinamento va fatto non in modo casuale, ma vanno seguiti degli schemi preordinati che sono la base del metodo adattivo che io applico con successo con i miei pazienti. Quindi dieta in estate si, ma con metodo.

dieta estate dott. Veronese
pranzo in spiaggia

In estate si ha più tempo

Altro fattore fondamentale quasi sempre sottovalutato nelle diete è il tempo. In estate si ha più tempo. Tempo significa maggiore logistica e organizzazione (vedi articolo la spesa, la conservazione la logistica) la maggior parte degli insuccessi nei programmi alimentari sono proprio causati da una poca attenzione alla parte strutturale del lavoro, che non va invece mai trascurata. La spesa, lo stoccaggio e la conservazione dei cibi, il come e dove consumarli sono elementi fondamentali a cui bisogna prestare molta attenzione. Ci sono degli indici di fattibilità che vanno applicati alle nostre procedure per capire se possano meno essere proseguite nel tempo con successo, diversamente vanno modificate. Si tratta di  parametri di fattibilità PLCP (psycophysical lifestyle control points) che permettono al professionista di capire quanto realmente il paziente sia in grado di seguire uno specifico programma e nel caso, di fare quindi le specifiche modifiche adattative.

Ho scritto più volte che per seguire una dieta bisogna volersi bene, in estate in genere si è più sereni, al contrario per esempio delle festività natalizie, e quando siamo più sereni, siamo più tolleranti con noi stessi e più disponibili a sviluppare un percorso senza forzature e imposizioni. Passare  i mesi estivi a dirci, ogni volta che passiamo davanti allo specchio, quanto non ci piacciamo e quanto ci odiamo per non avere i carattere sufficiente per intervenire è logorante e frustrante. Questo succede perché entriamo, nel periodo estivo, più in contatto con il nostro corpo, e involontariamente  ci confrontiamo con i modelli che continuamente ci vengono proposti dai media e dalle pubblicità che sono sempre molto distanti dalla nostra condizione. Questa frustrazione può diventare la molla per intervenire nel modo giusto e iniziare ad avere un rapporto migliore con la nostra condizione fisica.

Molti pazienti mi dicono che già l’idea di iniziare un piano alimentare corretto li porta ad essere più tranquilli e sereni. Il fatto stesso di aver preso la decisione giusta da già degli importanti risultati a livello motivazionale e quindi di umore.

Altro elemento a favore della dieta in estate, caldo permettendo, è la possibilità di fare più attività fisica, bici, nuoto, camminate etc. il movimento all’aperto ha una funzione terapeutica che va al di là del beneficio funzionale diretto. Inoltre iniziare certe abitudini salutiste legate al movimento,  in questo periodo, a volte fa si che poi vengano mantenute anche nei mesi invernali perché il soggetto ne percepisce i molteplici benefici. Quindi dieta per l’estate 2020 da subito!