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La scelta tra pizza e pinsa è un dibattito culinario che sta guadagnando sempre più attenzione tra gli appassionati di gastronomia.

Entrambe le preparazioni hanno una lunga storia e tradizione, ma presentano differenze significative in termini di preparazione, ingredienti e benefici per la salute.

In questo articolo, esploreremo le origini di questi due piatti, analizzeremo le loro differenze e valuteremo i loro benefici per la digestione e la nutrizione.

Le origini della pizza

La pizza, uno dei piatti italiani più iconici e amati al mondo, ha origini antichissime. Sebbene il concetto di pane condito con vari ingredienti risalga a epoche molto remote, la pizza come la conosciamo oggi ha preso forma a Napoli nel XVIII secolo.

La prima pizza documentata, la “Margherita”, fu creata nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della regina Margherita di Savoia.

Questa pizza, condita con pomodoro, mozzarella e basilico, rappresentava i colori della bandiera italiana e divenne rapidamente un simbolo nazionale (1) (2).

Le origini della pinsa romana

La pinsa, invece, ha origini ancora più antiche, risalenti all’antica Roma. Il termine “pinsa” deriva dal latino “pinsere”, che significa “schiacciare” o “stendere”, riferendosi al processo di lavorazione dell’impasto.

Questo piatto era preparato dai contadini con farine di diversi cereali, acqua, sale e aromi naturali, e veniva cotto su pietre roventi.

La pinsa moderna è stata riscoperta e reinterpretata negli ultimi decenni, mantenendo le sue caratteristiche tradizionali ma con una maggiore attenzione alla qualità degli ingredienti e alla digeribilità (3) (4).

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Pinsa romana – Fonte Adobe Stock (licenza standard)

Differenze di preparazione tra pizza e pinsa

Impasto della pizza napoletana

  • Farina: la pizza tradizionale napoletana utilizza farina di grano tenero tipo “00”.
  • Acqua: l’acqua viene aggiunta in quantità variabile a seconda del tipo di farina utilizzata, generalmente tra il 55% e il 60% del peso della farina.
  • Lievito: viene utilizzato lievito di birra fresco o secco in quantità molto ridotte, solitamente tra lo 0,1% e l’1% del peso della farina.
  • Sale: il sale viene aggiunto per insaporire l’impasto, generalmente intorno al 2-3% del peso della farina.
  • Olio: tradizionalmente, l’impasto della pizza napoletana non prevede l’uso di olio d’oliva.

L’impasto viene lavorato a mano e lasciato lievitare per un periodo variabile tra 8 e 24 ore, a seconda della ricetta. Dopo la lievitazione, viene steso e condito con vari ingredienti prima di essere cotto in forno a legna ad alta temperatura (circa 485°C) per pochi minuti (solitamente tra 60 e 90 secondi) (5) (6).

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Impasto della pizza romana

  • Farina: la pizza romana utilizza farina di grano tenero tipo “00” o una combinazione di farine per ottenere una consistenza più croccante.
  • Acqua: l’impasto della pizza romana contiene meno acqua rispetto a quello della pizza napoletana, risultando in un impasto più denso.
  • Lievito: si utilizza lievito di birra fresco o secco, con tempi di lievitazione più brevi, variando dalle 24 alle 48 ore.
  • Olio: viene aggiunto olio d’oliva nell’impasto per ottenere una crosta più friabile e croccante.

La pizza romana viene cotta a temperature più basse rispetto alla pizza napoletana (circa 300°C) per un periodo di tempo più lungo, il che contribuisce a ottenere una crosta croccante e dorata (5) (6).

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Ragazzi mangiano la pizza – Immagine di
gpointstudio su Freepik

Impasto della pinsa

  • Farina: la pinsa utilizza una miscela di farine, tipicamente farina di frumento, riso e soia.
  • Acqua: l’impasto della pinsa è molto idratato, con una percentuale di acqua che può arrivare fino all’80%.
  • Lievito: viene utilizzato lievito madre o lievito di birra, ma in quantità ridotte rispetto alla pizza.
  • Sale: anche nella pinsa il sale viene aggiunto per insaporire.
  • Olio: l’olio d’oliva può essere aggiunto all’impasto.

L’impasto della pinsa viene lasciato lievitare per un periodo molto lungo, solitamente tra le 48 e le 72 ore, il che lo rende molto leggero e digeribile. Dopo la lievitazione, l’impasto viene steso a mano e cotto in forno a temperatura più bassa rispetto alla pizza (circa 300°C) per un periodo più lungo (7) (8).

Nota: La pasta bianca è generalmente più digeribile rispetto a quella integrale, ma ha un indice glicemico più alto, il che può avere un impatto negativo sulla salute glicemica. Per questo motivo, è preferibile utilizzare impasti derivanti da lievito madre e da farine grezze, che pur essendo leggermente meno digeribili, hanno un minore impatto sulla glicemia, contribuendo a una dieta più equilibrata e salutare.

Benefici in termini di digeribilità e nutrizione

Pizza napoletana

Digeribilità: la pizza napoletana è leggera e digeribile, grazie al tempo di lievitazione dell’impasto e all’uso di ingredienti freschi e di qualità (9).

Nutrizione: la pizza napoletana può essere un piatto equilibrato se preparata con ingredienti sani. Ad esempio, la pizza Margherita offre carboidrati complessi (farina), proteine (mozzarella), grassi (olio d’oliva) e vitamine (pomodoro e basilico). Tuttavia, le pizze ricche di formaggi e salumi possono essere caloriche e meno salutari (10) (11).

Pizza romana

Digeribilità: la crosta più sottile e croccante della pizza romana può risultare più facile da digerire per alcune persone rispetto alla crosta più spessa della pizza napoletana. La minore quantità di lievito e il tempo di lievitazione più breve possono ridurre il gonfiore.

Calorie: la pizza romana può essere meno calorica per porzione rispetto alla pizza napoletana a causa della crosta più sottile. Tuttavia, questo dipende anche dai condimenti utilizzati.

Versatilità: la croccantezza della crosta della pizza romana la rende una base ideale per una varietà di condimenti, offrendo un’esperienza di gusto diversa rispetto alla pizza napoletana (5) (6).

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Pinsa

Digeribilità: la pinsa è estremamente digeribile grazie all’alta idratazione dell’impasto e alla lunga lievitazione, che permette la completa maturazione degli amidi e delle proteine. L’uso di farine miste, come quella di riso e soia, contribuisce a renderla leggera e facilmente digeribile anche per chi ha sensibilità al glutine (12).

Nutrizione: la pinsa, grazie all’uso di farine diverse, offre una gamma di nutrienti più ampia rispetto alla pizza tradizionale. La farina di riso è ricca di fibre e povera di grassi, mentre la farina di soia è una buona fonte di proteine vegetali. Inoltre, l’impasto più leggero e meno calorico la rende un’opzione più salutare, soprattutto se condita con ingredienti freschi e nutrienti (13) (14) (15).

Conclusioni

Scegliere tra pizza e pinsa dipende in gran parte dai gusti personali e dalle esigenze dietetiche individuali.

La pizza napoletana è un classico intramontabile, amato per la sua versatilità e il suo sapore inconfondibile. La pizza romana offre una crosta più croccante e friabile, adatta a una varietà di condimenti. D’altra parte, la pinsa rappresenta un’alternativa più leggera e digeribile, con un profilo nutrizionale interessante grazie all’uso di diverse farine.

Se cercate un’esperienza gastronomica tradizionale, la pizza napoletana o romana è sicuramente la scelta giusta, ma se preferite un piatto leggero, facilmente digeribile e nutriente, la pinsa potrebbe fare al caso vostro.

In ogni caso, entrambi i piatti rappresentano l’eccellenza della tradizione culinaria italiana e meritano di essere gustati al meglio delle loro possibilità.

In un mondo dove le abitudini alimentari sono sempre più influenzate da considerazioni sulla salute e sul benessere, avere alternative come la pizza napoletana, la pizza romana e la pinsa ci permette di godere del buon cibo senza compromessi. Buon appetito!

Fonti

  1. Origine della Pizza – Storia e Tradizione
  2. Raffaele Esposito e la Pizza Margherita
  3. Storia della Pinsa Romana
  4. Pinsa: Una Tradizione Antica
  5. Preparazione della Pizza Napoletana
  6. Impasto della Pizza Romana
  7. Ricetta e Impasto della Pinsa
  8. Lievitazione della Pinsa
  9. Digeribilità della Pizza
  10. Ingredienti e Benefici della Pizza
  11. Nutrizione e Pizza
  12. Benefici della Pinsa
  13. Impasto e Digeribilità della Pinsa
  14. Farine nella Pinsa
  15. Pinsa: Un’Opzione Salutare

Fonte immagine in evidenza: Foto di wayhomestudio su Freepik