coronavirus alimentazione e sistema immunitario

Coronavirus, alimentazione e sistema immunitario

La pandemia di Covid-19 causata dalla diffusione del coronavirus è diventata una sfida globale. Nonostante le misure di sicurezza anti-Covid, la possibilità di contrarre il virus e ammalarsi in modo grave è qualcosa che preoccupa tutti. Cosa possiamo fare quindi per ridurre il rischio di sviluppare sintomi gravi in caso di contatto col virus?

In questo articolo parleremo di come prendersi cura della propria salute e del proprio sistema immunitario attraverso una corretta alimentazione. I 2/3 delle difese immunitarie si trovano infatti nell’intestino per cui è importante che il nostro organismo abbia un giusto apporto di tutti i nutrienti necessari per migliorare le funzionalità del nostro sistema immunitario.

Come funziona il sistema immunitario?

Il sistema immunitario protegge il nostro corpo da agenti dannosi esterni (microbi, tossine) ed interni (cellule che si trasformano e diventano tumorali). Se esso smette di funzionare correttamente, il nostro organismo perde la sua prima linea di difesa dagli agenti patogeni esterni e aumenta il rischio di sviluppare malattie.

I principali attori del sistema immunitario sono i globuli bianchi che circolano nel corpo attraverso i vasi sanguigni e i vasi linfatici. I globuli bianchi sono in costante allerta alla ricerca di agenti patogeni e quando trovano un “nemico”, iniziano a moltiplicarsi e inviano segnali ad altri tipi di cellule per fare lo stesso.

Coronavirus, come reagisce il sistema immunitario

Quando il nostro organismo entra in contatto per la prima volta con virus come il Covid-19, si attivano le nostre difese immunitarie. Il nostro corpo reagisce subito con una risposta immunitaria “generica”, mentre quella più specifica e mirata si sviluppa nei giorni e nelle settimane successive al contatto col coronavirus. I linfociti (cellule immunitarie) attaccano l’agente patogeno e sviluppano gli anticorpi, che ci serviranno in caso di un nuovo contatto futuro col virus.

coronavirus sistema immunitario

I nutrienti più importanti per rafforzare il sistema immunitario

La ricerca ha dimostrato che l’alimentazione gioca un ruolo importante nel mantenimento delle difese immunitarie. Andiamo quindi a vedere in maggior dettaglio quali sono le sostanze nutritive che possono aiutare il vostro sistema immunitario a funzionare correttamente.

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Magnesio

Il magnesio regola l’attivazione dei leucociti (ovvero i globuli bianchi) ed è coinvolto nella sintesi degli anticorpi. Questo nutriente si trova soprattutto in prodotti di origine vegetale come crusca, cioccolato o frutta secca, ma anche in pesce e carne.

Ferro

Il ferro è essenziale per il funzionamento delle cellule immunitarie. È presente nella carne (sia rossa che bianca) e nelle frattaglie come il fegato. Ne sono ricchi anche i legumi, il tofu, la verdura a foglia verde e le uova.

Beta-Glucani

I β-glucani sono una classe di polisaccaridi ed hanno tanti effetti positivi sul nostro organismo. In particolare, sono noti per le loro proprietà antiossidanti e perché aiutano a prevenire l’assorbimento del colesterolo. Sono presenti in vari prodotti alimentari come cereali, funghi e alghe.

Vitamina A

La vitamina A è una sostanza nutritiva coinvolta nella risposta immunitaria intestinale. Inoltre agisce come immunoregolatore e supporta la barriera intestinale. Questa vitamina si trova principalmente in alimenti di origine animale ma è presente anche in ortaggi di colore giallo o arancione e nella verdura a foglia verde.

Vitamina C

La vitamina C è molto importante per il sistema immunitario a causa delle sue forti proprietà antiossidanti. L’assunzione di questa vitamina aiuta la risposta immunitaria e la produzione di anticorpi. È presente in gradi quantità nei peperoni crudi, nel succo d’uva e nel prezzemolo, ma anche negli agrumi, nel latte e nei kiwi.

Vitamina D

La vitamina D è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Nello specifico contribuisce a proteggere i polmoni dalle infezioni e regola le proteine antimicrobiche che agiscono sulla composizione del microbiota intestinale. Questa vitamina è presente nel fegato, in alcuni pesci marini e nel tuorlo dell’uovo.

Omega 3

Le molecole di omega-3 hanno effetto modulatore sulla risposta immunitaria e promuovono la produzione di determinate molecole proteiche, le citochine, che hanno funzione antinfiammatoria. L’omega-3 si trova soprattutto nei pesci, specialmente quelli grassi, ma è presente anche nelle alghe, nei semi di lino e di chia e in alcuni tipi di frutta secca.

Acido Folico

L’acido folico supporta la risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi. È presente principalmente in alimenti di origine vegetale come cereali, legumi e alcuni frutti ma anche in alcune frattaglie.

Selenio

Il selenio è un micronutriente che ha un ruolo importante nel metabolismo, essendo necessario alla tiroide per la produzione degli ormoni tiroidei. Si trova nella frutta secca, nel pesce e nella carne, ma anche nella frutta e nella verdura.

Polifenoli

I polifenoli contribuiscono a proteggerci dagli agenti patogeni esterni e possono essere utilizzati per regolare le risposte immunitarie intestinali, le allergie e l’immunità antitumorale. Per assumere i polifenoli è necessario consumare frutta e verdura fresca, preferire erbe aromatiche ai soliti condimenti e prediligere la cottura al vapore.

Probiotici e prebiotici

I probiotici sono microrganismi che hanno tanti effetti benefici sulla salute, specialmente per quanto riguarda la flora intestinale. Si possono trovare in cibi fermentati come yogurt, verdure fermentate o carni.

I prebiotici invece sono ingredienti o composti che hanno un effetto benefico sulla microflora, come fibre, lattosio, alcoli di zucchero. Sono carboidrati a catena corta che possono essere fermentati nell’intestino crasso e stimolare la crescita di bifidobatteri potenzialmente benefici.

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Mantieni uno stile di vita sano

Sonno e difese immunitarie

La ricerca mostra che le persone che non dormono bene sono più inclini a sviluppare malattie dopo essere state esposte ad un virus. Questo avviene perché quando dormiamo il nostro sistema immunitario rilascia delle proteine chiamate citochine, responsabili della lotta contro le infezioni. La mancanza di sonno può quindi ridurre la produzione di questa proteina e renderci più vulnerabili ad alcuni virus.

Smetti di fumare e mantieniti attivo

Il fumo delle sigarette è associato a numerose malattie e rappresenta una seria sfida per il sistema sanitario mondiale. Il fumo infatti ha un impatto sia sull’immunità innata che su quella adattativa e svolge un duplice ruolo negativo sia nelle risposte immunitarie patogene sia nell’immunità difensiva.

Dimagrire in menopausa

Dieta dimagrante in menopausa, ritrova il peso forma!

Perché una dieta dimagrante in menopausa?

La menopausa è una fase della vita di una donna in cui avvengono diversi cambiamenti a livello corporeo. Ecco perché è fondamentale seguire una dieta dimagrante in menopausa idonea che possa garantire non solo un apporto calorico sufficiente, ma anche la possibilità di non accumulare chili in eccesso.

L’alimentazione può avere un ruolo decisivo in questa fase della vita di ogni donna così da poterlo affrontare nel miglior modo possibile. D’altronde proprio l’alimentazione può essere la prima soluzione contro i disturbi associati alla menopausa.

Vale la pena ricordarti che la menopausa, oltre a dei cambiamenti fisici, può determinare anche delle alterazioni nei comportamenti di vita e in quelle che sono le quotidiane abitudini alimentari. Prendere peso perciò è molto più facile e ancor più difficile lo è perderlo. Mangiare bene e sano diventa dunque un passo fondamentale per la salute delle donne che affrontano questo periodo. Nella dieta in menopausa è necessario integrare alimenti che contengano estrogeni, su tutti legumi e soia, così da compensare le carenze di questi ormoni nel corpo.

Le caratteristiche di una dieta dimagrante in menopausa

La dieta in menopausa è bene abbia delle caratteristiche così da potersi rivelare salutare e benefica per il tuo corpo. In primo luogo deve aiutarti a prevenire l’osteoporosi, un problema con cui si trova a far fronte la maggior parte delle donne che vive questa fase della propria vita. Il che vuol dire garantire un sufficiente apporto di vitamina D e calcio, elementi fondamentali per la salute ossea. Senza dimenticare che è bene ridurre, per questa finalità, eccesso di sodio e alcol, oltre che di tannini e ossalati. Attenzione anche ad un abuso di alimenti che contengono fosforo in quanto questo minerale può determinare una maggiore escrezione attraverso l’urina di calcio che invece dovrebbe essere usato per dare robustezza alle ossa.

Dieta dimagrante in menopausa
La menopausa è una fase della vita di una donna in cui avvengono diversi cambiamenti a livello corporeo.

Bisogna anche evidenziare che una dieta per la menopausa dovrebbe favorire il dimagrimento o comunque garantire un equilibrio del peso del tuo corpo. Fino a dover parlare di quanto sia importante mangiare bene al fine di evitare patologie metaboliche o anche eventi cardiovascolari. Infatti, grazie alla riduzione di colesterolo e di grassi saturi assunti col cibo, preferendo omega 3 e quelli insaturi, si ha modo di incrementare la protezione per i vasi sanguigni e le capacità metaboliche per i grassi. Il primo step resta quello di evitare il fai da te che in molti casi può determinare importanti problemi: da uno scorretto apporto di nutrienti, fino alla possibilità di dare origine ad importanti carenze. Vale dunque la pena sottolineare quanto sia importante affidarsi ad uno specialista, medico o biologo nutrizionista che sappia trovare lo schema alimentare migliore per le esigenze di ognuno.

Gli alimenti ideali per la tua dieta in menopausa

Bisogna chiarire che l’alimentazione di una donna che vuole dimagrire durante la menopausa non può fare a meno di fibre e fitosteroli. Questi sono l’ideale soprattutto per i sintomi più fastidiosi come le vampate di calore, le crisi d’ansia e le sudorazioni notturne, cui si associano sbalzi d’umore, insonnia e calo della libido. Il basso livello di estrogeni è la causa principale di questi disturbi che in menopausa possono incidere negativamente anche sulla abitudini quotidiane di una donna. Ecco perché sarebbe bene inserire nella dieta legumi che fanno da barriera per l’intestino limitando l’assorbimento del colesterolo.

Vale la pena considerare anche il calcio e la vitamina D tra quegli elementi essenziali per la salute e per la dieta di una donna in menopausa. L’osteoporosi è uno dei principali pericoli per chi vive questa fase della propria vita, ecco perché aumentando l’apporto di queste sostanze la si può senza dubbio ritardare. Il fabbisogno giornaliero è di 1200 milligrammi al giorno arrivando ad un massimo di circa 2150 milligrammi giornalieri per evitare calcoli renali. Per perdere peso in menopausa è consigliabile aumentare il consumo anche di alimenti con acido linoleico coniugato e omega 3. Ridurre dunque il consumo di grassi saturi, tipo quelli che vengono assunti con le fritture o gli insaccati, preferendo i polinsaturi. In tal senso, gli alimenti migliori per una dieta sono il pesce e i cereali.

Per quanto concerne i carboidrati, spesso vengono considerati nemici di una dieta bilanciata. Nulla di più errato dato che questi sono nutrienti essenziali, al pari con i cereali integrali. Avere un giusto apporto di queste sostanze permette di ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e fa in modo che l’organismo raggiunga la condizione soprannominata ‘Calma Glicemica’. Il che vuol dire che mediante l’assunzione di carboidrati complessi si abbassa l’indice glicemico e si ha un rilascio graduale e costante di zuccheri nel sangue. Meglio dunque non abusare di prodotti troppo zuccherati, prediligendo cereali integrali per la propria alimentazione giornaliera.

Consigli per perdere peso durante la menopausa

Il primo passo per poter riuscire a tornare in forma durante la menopausa è quello di cambiare le tue abitudini alimentari. Partendo innanzitutto dal fare cinque pasti giornalieri: colazione, spuntino, pranzo, spuntino e cena. Non pensare che il digiuno possa farti perdere chili più in fretta in quanto si tratta di un errore comune. Meglio consumare alimenti più sani e che possano garantirti non solo un idoneo apporto energetico, ma anche un dimagrimento effettivo. Sforzati dunque di variare l’alimentazione variando gli alimenti in maniera tale da non dare vita a possibili carenze: proprio queste potrebbero risultare deleterie per la tua salute.

Limita inoltre il sale così da prevenire problemi cardiovascolari e soprattutto limitare la ritenzione idrica, uno dei problemi più comuni tra le donne in menopausa. Bevi molto, almeno 2 litri di acqua al giorno, così da mantenerti ben idratata e fare in modo che i tuoi tessuti funzionino al meglio. Solo così potrai avere la certezza di avere un corpo in salute, evitando inoltre bevande zuccherate che non sono utili nutrizionalmente ma vanno solo a gravare sull’apporto calorico. Potresti anche pensare di inserire qualche tisana, ottima se vuoi goderti un momento di relax e assaporare qualcosa di diverso. Ce ne sono tante che ti permetteranno anche di stabilizzare il tuo umore nel corso della menopausa.

Dieta dimagrante in menopausa
Bevi molto, almeno 2 litri di acqua al giorno

Gli integratori alimentari aiutano a perdere peso?

Molte donne in menopausa si recano in farmacia alla ricerca di soluzioni rapide per perdere peso. La domanda che ci si pone è se effettivamente gli integratori alimentari possano essere un aiuto. Bisogna chiarire che ci sono delle sostanze naturali che possono rivelarsi utili per il benessere dell’organismo. In commercio ci sono diversi integratori che contengono fitosteroli naturali come isoflavoni di soia, trifoglio rosso e cimicifuga. Questi hanno la capacità di garantire una soluzione contro la carenza di estrogeni nelle donne in menopausa. Anche integrare la vitamina D può essere importante in questa fase, per cui puntare su un prodotto che contenga questa, in combinazione con il calcio, fa in modo da dare la giusta resistenza alle ossa, oltre ad un ottimo aiuto per il sistema immunitario.

In caso di carenze alimentari, è consigliabile anche valutare con lo specialista di fiducia la possibilità di iniziare ad assumere un integratore con omega 3 e acido linoleico coniugato per far sì che ci sia una corretta gestione del colesterolo ematico. Fino a dover parlare dei prodotti che contengono acido lipoico che permette di non correre pericoli di insulinoresistenza e iperglicemia. Questo antiossidante riesce a contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi per cui la sua funzione è quella di mantenere stabili i livelli glicemici ematici. Assumere un integratore che lo contenga, su consiglio di un nutrizionista esperto, potrebbe essere una scelta vincente.

Acqua e dieta: quanta acqua bere al giorno?

La domanda “quanta acqua bere al giorno?” è forse una delle più frequenti che mi viene fatta dai pazienti o ai seminari.

Intanto iniziamo a sfatare alcune leggende metropolitane, e poi vi insegnerò un metodo per riuscire a bere in modo regolare la quantità giusta d’acqua. Come ho già segnalato in altri articoli, per rispondere alla domanda “quanta acqua bere” bisogna guardare le indicazioni dei LARN: due litri e mezzo al giorno per gli uomini e due litri per le donne.

Quanta acqua bere durante il giorno
L’acqua non fa dimagrire

L’acqua fa dimagrire? La risposta è no!

L’acqua non ha nulla nella sua composizione chimica che possa favorire il dimagrimento in modo diretto. Alcuni sostengono che ci sia un aumento metabolico dovuto all’impiego calorico che l’organismo impiega per portare i liquidi introdotti alla temperatura del corpo. Da un punto di vista prettamente scientifico potrebbe anche avere senso ma da quello pratico, quelle calorie impiegate non fanno la differenza.

Ho anche sentito fesserie del tipo “io faccio la dieta dell’acqua per depurarmi e ho perso peso”, o cose simili. È chiaro che se nell’aumentare l’apporto d’acqua riduco quello degli alimenti solidi ci sarà una perdita di peso, ma questo non è dovuto all’aumento di liquidi, bensì appunto alla diminuzione del cibo. È altrettanto chiaro, però, che l’acqua partecipa a numerosissimi metabolismi e la sua carenza influisce in modo indiretto anche sul dimagrimento.

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Non bere non fa diminuire la ritenzione idrica, anzi la fa aumentare, perché crea nell’organismo un’alterazione della normale omeostasi, causando una reazione opposta: chi beve poco ha una maggiore ritenzione idrica.

Dieta dell'acqua
Bere più volte al giorno, anche fuori pasto

L’acqua gasata fa male?  Non è vero!

Io personalmente durante i pasti bevo un’acqua lievemente frizzante, e quando bevo acqua naturale la mia digestione peggiora. La CO2 stimola la produzione dei succhi gastrici e l’acqua gasata contiene più minerali. Per questioni organolettiche legate alla freschezza per alcuni risulta più dissetante e inoltre è più sicura a livello batterico. Causa una dilatazione maggiore delle pareti dello stomaco favorendo la produzione di grelina, ormone che riduce la fame.

Consiglio pratico per attenuare la fame

Mangiare una bella insalata abbondante prima dei pasti, utilizzare un integratore a base di inulina, e bere due bicchieri di acqua gasata è un ottimo sistema per attenuare i morsi della fame.

Chiaro che anche nel caso dell’acqua gasata l’interpretazione deve essere sempre soggettiva.

Quanta acqua gasata bisogna bere? La stessa quantità della naturale ovviamente.

Chi non è abituato deve continuare a bere acqua naturale. Personalmente anche a chi beve acqua gasata consiglio sempre di indirizzarsi verso prodotti che siano non eccessivamente gasati (e di evitare le bevande zuccherate) che potrebbero causare eccessivo gonfiore addominale.

L’acqua gasata è controindicata per chi ha problemi di reflusso esofageo, acidità, ulcere, quindi per chi soffre di queste patologie è meglio evitare.

L’acqua rappresenta il 65% del nostro peso, negli anziani e negli obesi diminuisce e può arrivare al 50%.

Negli anziani viene meno lo stimolo

Ma non sono i soli a “scordarsi” di bere, a chi non è mai capitato di avere una netta percezione di piacere nel bere, come se si sentisse l’acqua stessa raggiungere gli organi, con una generale sensazione di sollievo e benessere. Si è presi dal lavoro dallo stress e non ci si accorge di essere disidratati. Pensare che nelle situazioni gravi, se ci fate caso la prima cosa che fanno i sanitari, è di idratare la persona che ha subito un trauma o anche solo uno shock. Quindi bere più volte al giorno ci aiuta anche a superare le situazioni impegnative, l’acqua fa si che si produca meno cortisolo.

Come possiamo fare per ricordarci di bere? Semplice!

Bere acqua fa dimagrire
Tenere vicino una bottiglia d’acqua.

Ecco un consiglio pratico per ricordarsi di bere durante la giornata: mettete nella vostra borsa o zaino 4 o 5 bottiglie d’acqua da mezzo litro. L’ingombro, il peso, il fastidio ci ricorderanno meglio di una sveglia il nostro compito. Provate, sembra un metodo banale, ma vi garantisco che funziona. Potete, oltre a quanto vi ho detto sin ora, tenere anche dell’acqua bene in vista in tutti gli ambienti che frequentate durante la giornata, macchina, ufficio, borsa palestra, borsa ufficio etc. etc.

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Ora vediamo perché l’acqua è così importante da un punto di vista fisiologico:

  • Serve a eliminare le sostanze di rifiuto, urine e sudore.
  • Antagonizza gli effetti del cortisolo.
  • Dà forma e rigidità ai tessuti.
  • Partecipa alla formazione del liquido sinoviale.
  • Aumenta la volumia del sangue e la pressione.
  • Regola l’osmosi e l’equilibrio elettrolitico dell’organismo, in particolare sodio e potassio.
  • Regola la temperatura del corpo.

Non bisogna bere troppo

Ovviamente, non bisogna eccedere, non si deve bere troppo:

  • Può causare una cattiva digestione in quanto i succhi gastrici vengono eccessivamente diluiti.
  • Può causare un’eccessiva diluizione degli elettroliti.
  • Può aumentare la pressione in modo eccessivo.

Quindi bere , ma nel modo giusto e con le dosi giuste.

I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista della salute (medico etc.) che ha in cura il lettore, e neanche essere spunto per iniziative personali non monitorate dal medesimo Nel caso l’articolo tratti  di principi attivi utilizzati negli integratori le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico.Gli integratori  vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta e sotto controllo di uno specialista

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dott. Enrico Veronese la dieta alcalina

Dieta alcalinizzante: 5 cose da sapere

Negli anni ho visto moltissime persone bere succo di limone. Ne ho viste molte che sapessero darmi delle motivazioni plausibili: fa da drenante, purifica, ha le vitamine, lo dice l’oncologo Veronesi ecc. Effettivamente il limone ha molte proprietà, ma il motivo principale per cui lo inserisco nei programmi alimentari dei miei pazienti è perché ha delle proprietà alcalinizzanti. Già proprio cosi, basifica. So che molti di voi rimarranno stupiti e si chiederanno come sia possibile che un alimento che percepiamo cosi acido, nella realtà poi agisca nel nostro organismo in modo esattamente opposto, e si usi nelle diete alcalinizzanti?

Dieta alcalinizzante: il nostro sangue è leggermente basico

Il nostro sangue tendenzialmente è lievemente basico e oscilla tra ph 7,35-7,45. Basta una piccola variazione (di + o – 0,3-0,4) e le conseguenze per la salute sarebbero gravissime. Quindi per quante ne sentiate dire in giro, non è che mangiando alimenti tendenzialmente acidi per l’organismo (che sono la maggioranza, visto che tra questi ci sono buona parte dei carboidrati e tutti gli alimenti proteici per questo si parla di diete alcalinizzanti e non di diete acidificanti) il sangue diventa acido. Ci sono una serie di meccanismi nell’ organismo che ci proteggono da queste variazioni che potrebbero essere letali, si chiamano sistemi tampone e vanno a compensare a monte le variazioni, insieme a reni e polmoni.

Attenzione a non causare un disequilibrio acido-base

Questi sistemi tampone cercano di mantenere l’omeostasi (equilibrio) del sistema, per farlo impiega minerali come calcio e magnesio che però sono fondamentali per le ossa. Quindi più noi creiamo un disequilibrio acido base più rischiamo di compromettere altri sistemi.

Dieta alcalinizzante: cibi prevalentemente alcalini

La dieta alcalinizzante, promuovendo cibi prevalentemente alcalini (più del 70% del totale della dieta) cerca di fare si che questi meccanismi intervengano il meno possibile.

Il potere alcalinizzante di un alimento non si calcola sull’alimento fresco ma sulle ceneri. Ed ecco perché il limone, alimento che a noi pare molto acido si rivela in realtà basico. Gli acidi del limone sono organici, li metabolizziamo senza problemi, mentre è invece la presenza di minerali alcalini che va ad influenzare il pH.

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Quali sono gli alimenti della dieta alcalina?

Ci sono moltissime tabelle in merito che vi invito a visionare, sicuramente ortaggi e frutta, per il loro apporto di sodio, potassio e magnesio sono tra gli alimenti basificanti per eccellenza ma sono anche alcalini: mandorle, anacardi, acque minerali alcaline, bicarbonato di sodio, prugne (certe varietà), cavolo broccolo, agrumi, semi di zucca, cachi, anguria, cannella, melassa, salsa di soia, castagne, pepe, peperoni, cavolo rapa, cavolo verde, aglio, asparago, prezzemolo, indivia, rucola, senape verde, zenzero, broccoli, nettarina, ananas, melone, mora, mango, miglio (tra i cereali) mentre tra gli alimenti acidi quasi tutti i cereali, latticini, carne e pesce.

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Il PH degli alimenti

C’è un unita di misura che ci dà il grado di basicità o di acidità che si utilizza nella dieta alcalina si chiama PRAL (quantità di minerali acidi o basici presenti nell’alimento) quando è positivo vuol dire che l’alimento è acido, se negativo vuole dire che è basico.

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La dieta alcalinizzante ha veramente proprietà chemioprotettive?

Molti, studiosi e non, attribuiscono a questa tipologia di dieta proprietà chemioprotettive, o addirittura curative per i tumori, associando proprio all’ambiente acido e anaerobico il proliferare di queste patologie.

In realtà secondo l’AIRC (associazione Italiana ricerca sul cancro) non esisto no evidenze scientifiche sufficienti. Proprio ultimamente c’è stata una revisione degli studi scientifici in materia che non ha dimostrato alcuna correlazione. Anzi in alcuni casi di tumori alla vescica la dieta alcalina potrebbe peggiorare la situazione ( come anche in alcune tipologie di calcoli renali). La spiegazione scientifica sta nel fatto che in sostanza proprio per intervento dei sistemi tampone il ph nei tessuti non varia e quindi non c’è cambiamento sostanziale per poter influenzare la patologia tumorale. (Leggi l’articolo sull’attività fisica e prevenzione tumori).

Aspetti positivi della dieta alcalina

Personalmente, pur concordando con queste considerazioni riguardanti le patologie tumorali ritengo che la dieta alcalina abbia degli aspetti positivi. Mangiare alimenti basici evita l’intervento dei sistemi tamponi e quindi come visto prima un minor impiego per questo scopo di importanti minerali fondamentali per i vari metabolismi e tessuti (vedi ossa per es.).

La dieta alcalinizzante si basa prevalentemente su frutta, frutta secca verdura ecc. Tutti alimenti molto ricchi di fibra: l’alimentazione dell’uomo primitivo prima dell’avvento dell’agricoltura andava in questa direzione.

La fibra come ho già detto molte volte è fondamentale per il microbiota, per lo sviluppo di colonie probiotiche che apportano notevoli benefici al nostro organismo.

Oltre alla fibra questi alimenti alcalini contengono molte vitamine e minerali fondamentali per il nostro organismo e per la prevenzione dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento.

Di contro, demonizzare le proteine e parte dei carboidrati (pasta e pane se integrali sono meno acidi, e alcuni cerali sono basici) considerandoli nemici perché non alcalini è comunque scorretto da un punto di vista nutrizionale. Il mio consiglio è di inserire nel vostro programma alimentare molti cibi alcalini, soprattutto se tendenzialmente mangiate cibi prevalentemente acidi,

senza stravolgere la vostra dieta, ma scegliendo nella stessa categoria dell’alimento in questione quello che sia maggiormente basico. In questo modo senza apportare sostanziali modifiche alla struttura della dieta, che per lo più risultano insostenibili e incompatibili con la quotidianità, avrete notevoli vantaggi in termini di salute.

Chi fa attività sportiva ad alta intensità e che tende quindi ad acidificare molto per via della produzione di acido lattico avrà notevoli vantaggi con una dieta alcalinizzante anche in termini di prestazione atletica. Il metodo della dieta adattiva che faccio utilizzare ai miei pazienti comprende molti alimenti alcalini.

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I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista della salute (medico etc.) che ha in cura il lettore, e neanche essere spunto per iniziative personali non monitorate dal medesimo Nel caso l’articolo tratti di principi attivi utilizzati negli integratori le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico.Gli integratori vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta e sotto controllo di uno specialista