insulinaresistenza difficoltà perdere peso

Insulinoresistenza:
lorganismo non utilizza in modo ottimale linsulina. È dunque necessario che, per ottenere leffetto idoneo ad abbassare la glicemia nel sangue, lorganismo produca più insulina oppure ne venga iniettatta una dose maggiore.
[Fonte: DIABETE.NET]

Sintomi dell’insulinoresistenza

Alcuni miei pazienti, pur seguendo una dieta corretta e movimento fisico, non riescono a perdere peso in alcun modo.

A questa problematica si associano talvolta dei sintomi particolari, come la perdita di fame. In altri casi invece succede esattamente lopposto e si manifesta un forte desiderio di cibo dolce e più raramente di cibo salato.

Questo avviene in genere dopo alcune ore dai pasti, soprattutto se i pasti sono stati particolarmente ricchi di carboidrati (es. frutta).

I soggetti che presentano questi sintomi sono solitamente in un range che va dal sovrappeso allobesità grave e hanno un accumulo di grasso addominale importante.

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Spesso queste persone hanno anche familiari che hanno avuto o hanno problemi di diabete o anomalie legate allassimilazione degli zuccheri.

Laccumulo di grasso in genere non si manifesta solo esternamente (grasso sottocutaneo), ma anche internamente (grasso viscerale) e si presenta compatto, dando alladdome una conformazione ad anguria.

Questa è riconoscibile soprattutto negli uomini che a volte, pur essendo magri nel resto del corpo, si ritrovano con il pancione.

Non a caso un mio paziente mi racconta che i suoi colleghi gli chiedono spesso a che mese di gravidanza è. Ovviamente si tratta di una burla, ma vi fa capire come si presenta laddome a livello estetico.

Nelle donne invece una maggiore distribuzione del grasso rende meno evidente questo fenomeno, ma le conseguenze negative sono le stesse.

Vediamo insieme le cause della resistenza all’insulina.

Le cause della resistenza allinsulina possono essere ormonali, genetiche o farmacologiche.

processo insulinoresistenza

Glicemia: cos’è?

Quando mangiamo carboidrati semplici o complessi - frutta, pasta, pane, fette biscottate, etc. - gli zuccheri contenuti in questi alimenti raggiungono il sangue a seguito della digestione.

La glicemia ci indica la quantità di zucchero presente nel sangue in un determinato momento.

Se assumiamo zuccheri semplici, come quelli contenuti in dolci, marmellate, zucchero da cucina, la glicemia sale molto velocemente.

Se mangiate carboidrati complessi, come pane, pasta, riso, fette biscottate, la glicemia sale più lentamente, soprattutto se le farine sono integrali.

Tenete a mente questa cosa perché è importantissima e vi farà comprendere molti errori alimentari comuni.

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Glicemia e insulinoresistenza

Quando la glicemia raggiunge una certa soglia lorganismo produce un ormone, linsulina, in modo che lo zucchero vada dal sangue alle cellule, dove viene utilizzato.

Questo meccanismo fa sì che i livelli di zucchero nel sangue non salgano e non scendano mai oltre determinati valori consentendo allorganismo di avere combustibile in modo costante e continuo.

Può succedere tuttavia che linsulina di alcune persone non svolga correttamente il suo lavoro e che questi soggetti abbiano una scarsa sensibilità allinsulina (insulinoresistenza).

glucosio sangue insulinoresistenza

Effetti negativi della resistenza all’insulina

Se linsulina non opera come dovrebbe, la glicemia fatica a scendere e di conseguenza lorganismo produce più insulina per compensare (iperinsulinemia). Questo causa due problemi fondamentali:

- Linsulina è un ormone ingrassogeno, tanto che viene usato dagli atleti come doping per aumentare di peso, ed è una delle cause principali dellaccumulo di grasso, compreso quello viscerale. Per questo chi ha questo problema fa molta più fatica a dimagrire.

- A lungo andare uneccessiva produzione di insulina fa sì che le cellule nel pancreas che la producono si logorino. Un po come se in una fabbrica gli operai scioperassero perché viene richiesta una produzione esagerata per un periodo troppo lungo.

Questo si manifesta con una riduzione graduale della produzione dellinsulina. Con meno insulina nellorganismo la glicemia rimane alta e ben oltre i livelli standard, e questo determina lo sviluppo di una patologia più grave, cioè il diabete di tipo 2.

Più utilizziamo zuccheri semplici come miele, marmellate, dolci, gelati, zuchero da cucina, fruttosio, etc. e più la glicemia salirà in modo repentino, richiedendo alte dosi di insulina che, a sua volta, farà scendere velocemente la glicemia facendoci tornare la voglia di dolce.

Se usiamo invece zuccheri complessi derivanti da matrici integrali come ad esempio la pasta integrale, il riso non lavorato, etc. e valutiamo nel modo corretto i carichi glicemici di ogni singolo pasto, ci saranno meno picchi glicemici e di conseguenza un minore rilascio di insulina e relativi vantaggi sulla forma fisica.

Teniamo in considerazione che l80% dellinsulinoresistenza si può curare con il corretto approccio dietoterapico.

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Come valutare se si ha insulinoresistenza?

Cosa si può fare per capire se abbiamo una problematica legata alla sensibilità allinsulina?

Sotto la guida del vostro consulente per la salute:

- Valutare il proprio indice di massa corporea BMI: lobesità infatti causa insulinoresistenza.

- Valutare se si ha spesso improvvisa voglia di dolci, insieme a tremori, sudorazione fredda e sete.

- Verificare se in famiglia ci sono parenti di sangue con questi problemi (diabete o insulinoresistenza).

- Verificare se si stanno utilizzando farmaci a base di cortisone, che è un antagonista dellinsulina.

- Valutare la glicemia a digiuno e nella fase post prandiale (due ore dopo un pasto). Se questa supera il range statistico conviene approfondire la diagnosi con una curva glicemica.

- Fare una curva glicemica, che è una vera e propria prova del nove. Lesame consiste in tre prelievi del sangue: il primo a digiuno, il secondo a unora dallassunzione di una importante quantità di zucchero, il terzo dopo due ore. In ogni prelievo verrà valutata la glicemia e linsulina in modo tale da poter tracciare una doppia curva.

- Se invece non si desidera andare in ospedale, si può fare un esame più casalingo, ma sempre sotto controllo medico, in cui si valuta la glicemia a digiuno in farmacia: basta una puntura sul dito e non il prelievo vero e proprio.

Dopodichè si fa una colazione molto zuccherina (ad esempio, un cappuccino con due bustine di zucchero, aranciata e croissant con marmellata) e, dopo due ore dalla colazione, si misura nuovamente la glicemia.

Ovviamente lesame non è attendibile e completo tanto quanto la curva glicemica, ma può darci unindicazione utile in modo meno invasivo.

Vuoi approfondire largomento? Leggi: Dieta per diabetici: alimentazione e regole generali.

3 Risposte a “Insulinoresistenza e difficoltà a perdere peso”

  1. Buongiorno io ho un problema soffro di insulinismo resistente sono sotto cura di un endocrinologo e non perdo peso, prendo la metformina da mille a rilascio prolungato una la mattina e una la sera faccio un dieta faccio sport ho anche un lieve ipoderoidismo è prendo eutirox 100

  2. Buongiorno io ho un problema soffro di insulinismo resistente sono sotto cura di uendocrinologo e non perdo peso, prendo la metformina da 100 a rilascio prolungato una la mattina e una la sera faccio un dieta faccio sport ho anche un lieve ipoderoidismo è prendo eutirox 75 ma non perdo peso
    Vorrei un consiglio
    grazie orsola

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