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Probabilmente hai sentito il detto “Sei quello che mangi“, un proverbio che affonda le sue radici nella Francia del XIX secolo. Fu il gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin a rendere celebre questa espressione nel suo libro “Fisiologia del gusto”, pubblicato nel 1825.

La sua frase, “Dis-moi ce que tu manges, je te dirai ce que tu es” (Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei), evidenzia un legame intrinseco tra l’alimentazione e l’identità personale che perdura nei tempi, non solo in Francia, ma in tutto il mondo.

L’importanza del cibo nella cultura e nella salute

Nel corso degli anni, il significato di “Sei quello che mangi” è andato oltre la semplice identificazione culturale, legandosi strettamente alla salute fisica e mentale.

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Jean Anthelme Brillat-Savarin aveva già intuito quanto le abitudini alimentari potessero influenzare il benessere generale.

Oggi, questa consapevolezza è maggiormente riconosciuta e promossa in ambiti come quello di Hackensack Meridian Integrative Health & Medicine, dove si sottolinea l’importanza di mangiare in modo consapevole e di vivere con uno scopo.

Il cibo non solo nutre il corpo, ma partecipa attivamente alla costruzione delle nostre giornate, influenzando stati d’animo e relazioni sociali.

Un pasto condiviso intorno a un tavolo, la gratitudine per gli alimenti che consumiamo, sono tutti elementi che elevano l’esperienza del mangiare a un atto di cura personale e collettiva.

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Nutrizione e prevenzione

Il rapporto tra la nutrizione e la prevenzione di varie patologie è fondamentale e riconosciuto dalle politiche sanitarie italiane.

L’importanza di integrare una corretta nutrizione per prevenire l’obesità e altre patologie croniche è enfatizzata nel Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, iniziativa del Ministero della Salute.

Questo piano sottolinea come un approccio preventivo possa non solo migliorare la salute individuale,  ma anche ridurre l’incidenza di malattie.

L’integrazione di una nutrizione adeguata nelle politiche di prevenzione è un pilastro fondamentale per la salute pubblica.

Attraverso la collaborazione intersettoriale e l’impegno continuo nella promozione di un’alimentazione sana, si può lavorare efficacemente verso una società più sana e consapevole.

Promuovere la nutrizione sin dalla giovane età e sostenere l’educazione alimentare attraverso le scuole e i medici di famiglia / nutrizionisti rappresenta una strategia efficace e proattiva per affrontare e ridurre il rischio di patologie legate all’alimentazione e allo stile di vita.

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Perché il nutrizionista? Il benessere parte dalla tavola

In questo contesto, l’importanza di rivolgersi a un nutrizionista diventa evidente.

Un professionista della nutrizione, non solo aiuta a scegliere gli alimenti più adatti alle esigenze individuali, ma insegna anche a instaurare un rapporto più sano e consapevole con il cibo.

Il nutrizionista è una guida nel percorso verso un benessere che parte dalla tavola, fornendo strumenti e conoscenze per trasformare l’alimentazione in un vero e proprio alleato della salute.

Considerando quanto l’alimentazione influenzi non solo il nostro corpo, ma anche il nostro stato psicologico e la nostra energia quotidiana, il supporto di un esperto diventa cruciale per chiunque desideri migliorare la propria vita attraverso ciò che mangia.

In conclusione, la celebre frase di Brillat-Savarin risuona ancora oggi con una profondità che va oltre la semplice alimentazione, abbracciando una visione olistica dell’esistenza.

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” è un invito a riflettere non solo su ciò che mettiamo nel piatto, ma anche su come approcciamo la nostra salute e il nostro benessere, giorno dopo giorno.

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Fonte immagini

Famiglia a tavola (immagine in evidenza) – Immagine di pressfoto su Freepik

Donna sorridente mangia cereali e frutta – Immagine di nensuria su Freepik

Studenti a pranzo in mensa – Immagine di freepik