dieta per diabetici

Dieta per diabetici: alimentazione e regole generali

Le tue scelte alimentari contano molto quando hai il diabete. Alcune sono migliori di altre. Ecco perché è importante seguire una dieta per diabetici corretta.
Cerchiamo di capire quali fattori possono favorire l’insorgere del diabete, quali sono i soggetti che hanno una maggiore predisposizione allo sviluppo della malattia e qual è la corretta alimentazione per diabetici.

I fattori di rischio del diabete

Quando il nostro organismo ha problemi legati all’insulina, si può sviluppare il diabete.

Il diabete è una malattia cronica, appartenente alla categoria delle malattie metaboliche.

Esistono due principali tipi di diabete, il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2 (che è senz’altro il più comune).

Diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una vera e propria malattia autoimmune: il sistema immunitario non funziona come dovrebbe e attacca le cellule deputate alla produzione dell’insulina, causando un’importante carenza di questo ormone.

Il diabete di tipo 1 è una forma di diabete che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta.

La predisposizione genetica è il fattore di rischio principale, seguono fattori immunitari (legati ad una particolare difesa del nostro organismo contro le infezioni) e fattori ambientali (dipendono dall’azione contro il nostro organismo di batteri, virus, sostanze chimiche, etc.).

Diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è la tipologia di diabete più conosciuta e frequente, che colpisce tipicamente i soggetti in età matura.

Si differenzia dal diabete di tipo 1 per la produzione d’insulina.

I problemi legati all’iperglicemia sono infatti causati da:

a) insulinoresistenza (l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente) o

b) dalla quantità insufficiente di insulina prodotta per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina).

Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali.

Stili di vita scorretti come la mancanza di attività fisica e una dieta non equilibrata (es. una gran quantità di cibi ad alto indice glicemico o ad alto contenuto di zuccheri) possono contribuire allo sviluppo della malattia.

Le persone che hanno problemi legati al peso (obesità e sovrappeso) sono maggiormente predisposte al diabete di tipo 2.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Dieta per diabete: regole generali

Ogni soggetto ha esigenze diverse, sia a seconda della gravità della malattia sia in base alla tipologia di diabete.

Se la dieta per i diabetici di tipo 1 serve maggiormente per mantenere i corretti livelli di glicemia, spesso la dieta per i diabetici di tipo 2 ha come obiettivo la riduzione di peso ed è quindi una dieta ipocalorica.

È fondamentale dunque che ogni diabetico abbia una dieta non solo corretta, ma anche personalizzata.

La dieta alimentare per diabetici deve inlcudere cibi con basso indice glicemico e con quantità ridotte di zuccheri semplici e di grassi saturi.

Non saltare i pasti!

Uno dei segreti per evitare pericolosi picchi glicemici consiste nell’essere regolari nel consumo degli alimenti.

È estremamente importante evitare di saltare i pasti: quando questo accade è molto probabile che nelle ore successive si manifesti un attacco di fame, durante il quale probabilmente si consumeranno grandi quantità di alimenti poco salutari.

Mangiando in maniera regolare e con pasti adeguatamente distanziati, la glicemia si tiene pressoché costante per tutto il giorno evitando richieste eccessive e improvvise di insulina. In breve…vietato saltare i pasti!

L’importanza delle fibre

Le fibre sono molto importanti nella dieta del diabetico, favoriscono la riduzione dell’indice glicemico agendo sull’assorbimento intestinale. Sono consigliati cereali integrali e altri cibi ricchi di fibre.

Il ruolo degli zuccheri

È consigliato moderare il consumo specialmente degli zuccheri semplici. Ciò significa una drastica riduzione di dolci e prodotti da forno, ma anche di frutta con alti livelli di fruttosio, frutta candita, bibite gassate e qualsiasi bevanda zuccherata.

I carboidrati

Nella dieta per il diabete è fondamentale un bilanciato apporto di carboidrati, ma attenzione a non esagerare.

Personalmente consiglio un moderato apporto di carboidrati, prediligendo cibi con alti quantitativi di carboidrati complessi e fibre.

Sono quindi consigliati cereali integrali, legumi, vegetali.

Non dimenticare di bere acqua

Non dimenticarti dell’importanza di bere acqua regolarmente e rimanere idratati.

Via libera dunque ad acqua, (non zuccherato), tisane e bevande salutari.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Alimenti per diabetici: cosa mangiare e cosa evitare

Sapere quali cibi evitare quando si ha il diabete a volte può sembrare difficile. Tuttavia, seguire alcune linee guida può renderlo più semplice.

Alimenti consigliati per diabetici

I cibi più consigliati per le persone diabetiche sono:

Cereali integrali e legumi.

Verdure e ortaggi (come pomodori, carote, carciofi).

Pesce e carni bianche.

Frutta non troppo zuccherina (come arance e fragole).

Tuberi (come le patate).

Alimenti a cui fare attenzione

Tra gli alimenti che i diabetici dovrebbero evitare nella propria dieta ci sono:

Zucchero e miele.

Dolci, snack preconfezionati, biscotti, prodotti da forno.

– Bevande con alti livelli di zucchero, tra cui succhi di frutta e bibite gassate.

Frutta molto zuccherina (come banane e uva), frutta essiccata e sciroppata.

Cereali raffinati.

Alcol.

Dieta dello sportivo: prima, durante e dopo l’allenamento

Dieta dello sportivo: come il metabolismo influenza le nostre prestazioni

dieta dello sportivo

Il fondamento di una dieta dello sportivo è essenzialmente quello di garantire un adeguato apporto energetico, ottenuto dalla somma tra le calorie consumate per il metabolismo basale (60-75%) più altre necessarie per la termogenesi (10%) e infine quelle derivanti dall’esercizio fisico (30%).

In questo articolo tratterò il delicato tema della nutrizione sportiva. Ovviamente, l’argomento è di una tale vastità che non basterebbe un intero libro per affrontarlo in maniera esaustiva. Non me ne vogliano i tanti pazienti, atleti e agonisti di tutte le discpline, per la necessaria superficialità della trattazione: molti temi sarano approfonditi in futuri articoli, intanto chi si avvicina a questo argomento per la prima volta può trovare alcune indicazioni utili..

L’alimentazione sportiva si pone l’obiettivo di supportare il fisico dell’atleta prima, durante e dopo l’allenamento, con differenti finalità e quindi con diversi cibi.

Il metabolismo basale dipende oltre che da importanti organi come, cervello, cuore,reni, fegato anche dalla massa muscolare dello sportivo, dall’età e dal sesso, che sono altrettante variabili in grado di influenzare il suo dispendio energetico.

La dieta per sportivi deve supportarli sia dal punto di vista quantitativo (proporzioni giuste) che qualitativo (scelta corretta dei nutrienti), dosando correttamente gli elementi nutritivi che costituiscono i loro pasti.

• Carboidrati: energia di pronto intervento

Si tratta di macromolecole che riforniscono l’organismo di energia di pronto intervento in quanto il loro catabolismo è particolarmente veloce, e di conseguenza la produzione di ATP.
la dieta sportiva dovrebbe contenere almeno il 50% di carboidrati, la cui concentrazione può aumentare fino al 60% per attività dove la sforzo è  prolungato.

• I grassi e la funzione energetica

Le molecole lipidiche svolgono un’importante funzione energetica poiché regolano la permeabilità delle membrane cellulari e quindi tutti gli scambi metabolici.
Inoltre, facilitando l’assorbimento delle proteine liposolubili, potenziano l’apporto energetico globale.
La dieta dello sportivo dovrebbe contenere non più del 30% di lipidi, privilegiando l’assunzione di acidi grassi insaturi  eliminando totalmente quelli saturi.

• Proteine, indispensabili per la dieta dello sportivo

Le molecole proteiche svolgono un importante ruolo nella produzione delle fibre muscolari e quindi della potenza durante l’allenamento.
Un’adeguata alimentazione per sportivi deve contenere circa il 15%/20 ( con eccezione del body building dove la % potrebbe arrivare al 30% a discapito di grassi e carboidrati) delle calorie totali, dosate in relazione al tipo di sport praticato.
Le proteine oltre all’anabolismo producono anche energia che non è immediatamente disponibile (come avviene per i carboidrati) ma richiede le tempistiche necessarie allo svolgimento delle reazioni cataboliche.
Pertanto gli alimenti proteici sono indicati principalmente in fase preparatoria.

Alimentazione sportiva: cosa mangiare prima e dopo l’allenamento

alimentazione sportiva

In una qualsiasi dieta per atleti è sempre opportuno suddividere l’assunzione di alimenti in 5 pasti: prima colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena.

Dal punto di vista quantitativo, le razioni di cibo variano in rapporto allo sport praticato, così come la scelta degli alimenti si differenzia in base alle personali esigenze.

  • Un piano alimentare per sportivi prevede che  venga incentivata la produzione di glicogeno, un carboidrato complesso in grado di funzionare come riserva di energia.

È quindi consigliabile assumere alimenti a basso indice glicemico poiché questa è una fase preparatoria e non richiede energia subito disponibile, ma piuttosto una base energetica a cui attingere in corso di attività sportiva.

Per quanto riguarda la prestazione vera e propria, bisogna tenere presente che il pasto deve essere consumato almeno tre ore prima dell’allenamento, per consentire una completa assimilazione.

Tra i principali cibi a basso indice glicemico ci sono i cereali intergrali (soprattutto orzo, avena e segale), derivati dalla soia, vegetali ricchi di fibre, yogurt, latte magro, molte varietà di frutta, fette biscottate integrali e quinoa..

  • Dopo l’allenamento, gli alimenti per sportivi devono contribuire a ripristinare i depositi di glicogeno e il tessuto muscolare c, potenziando la sua sintesi e pertanto è necessario che l’atleta consumi un pasto leggero nei 30 minuti successivi allo sforzo fisico sfruttando la finestra anabolica.

In questa fase sono indicati alimenti ad alto indice glicemico, come la frutta, in grado di produrre glucidi subito disponibili

ma anche proteine (per ricostituire la componente muscolare), fibre e composti antiossidanti presenti in frutta e verdura.

Una vitamina fondamentale per il metabolismo proteico è la vit B6 presente in carne, pesce e legumi.


Non dimenticare di idratarti mentre ti alleni

È ormai risaputo come l’idratazione faccia parte integrante della fase pre-allenamento poiché un corretto apporto idrico garantisce il mantenimento della volemia ematica anche in caso di sudorazione profusa.

Una corretta introduzione di liquidi deve essere mantenuta anche durante e soprattutto dopo l’allenamento, in quanto attraverso il processo di traspirazione, l’organismo elimina elevati quantitativi di acqua e sali minerali in essa disciolti.

Una carenza di questi elementi si rivela estremamente dannosa per l’atleta perché può provocare squilibri ionici responsabili di disturbi come ipotensione, alterazione della frequenza cardiaca e modificazioni funzionali del sistema nervoso.

Generalmente si raccomanda allo sportivo di bere almeno 500 millilitri di acqua prima dell’allenamento, continuando l’introduzione di liquidi (anche ipertonici) ogni 30 minuti in fase post-sforzo, ma ovviamente dipende sempre dal tipo di prestazione.

Alimentazione corretta per ogni sport

dieta sportiva

• Ciclismo

Una corretta alimentazione sportiva per ciclisti prevede notevoli quantitativi di carboidrati complessi (riso, pasta, panini e cereali) da consumare prima della gara, al termine della quale è invece preferibile puntare su proteine per ripristinare la massa muscolare.

• Corsa veloce

Trattandosi dello sport aerobico per eccellenza, la corsa presuppone un regime dietetico calibrato e finalizzato a fornire energia di pronto intervento. Quindi largo consumo di carboidrati semplici e complessi, abbinati a quello di proteine ad alto valore biologico contenenti leucina, isoleucina e valina (aminoacidi fondamentali ramificati).

• Calcio

Caratterizzato da frequenti fasi di sprint durante cui l’organismo richiede un apporto energetico consistente, il calcio prevede un apporto di carboidrati (50%), proteine nobili (15%), e grassi (30%) distribuiti in maniera equilibrata.
Di solito i calciatori mangiano un pasto a base di pasta prima della partita e a base di carne/pesce/latticini dopo le loro prestazioni.

• Nuoto

Una corretta dieta per chi fa sport in acqua prevede un notevole consumo di carboidrati presenti nei cereali, nella frutta, nei legumi e nella pasta.
La maggiore fonte energetica per prestazioni aerobiche di questo tipo rimangono sempre i carboidrati che, grazie alla loro facile digeribilità e veloce assimilazione, garantiscono un adeguato apporto di energia subito disponibile.

• Fitness

In palestra è raccomandato impostare un regime nutritivo con pochi carboidrati e molta frutta e verdura, per potenziare la concentrazione di vitamine e di risorse idriche, dato che un allenamento del genere prevede abbondante sudorazione con il concreto rischio di disidratazione.
Proteine derivanti da carne bianca, pesce magro e latticini scremati completano la dieta di chi pratica fitness.

• Body Building

La finalità del body building è quella di aumentare la massa muscolare e pertanto una corretta alimentazione deve contenere elevate quote di proteine e di carboidrati a basso indice glicemico (riso e cereali integrali, legumi). Ma anche qui ci sarebbe da scrivere un trattato!

Piano alimentare per sportivi: a chi rivolgersi

Il nutrizionista è un professionista che si occupa di piani alimentari per atleti, personalizzando il tipo di dieta in base alle singole esigenze, servendosi anche di integrazione alimentare sportiva. Vi ricordo che fare diete o piani alimentari senza essere iscritti all’ Ordine dei Medici o dei Biologi è reato penale .

La dieta alimentare corretta per dimagrire: i 6 punti fondamentali

Vediamo quali sono gli elementi base per una corretta dieta per dimagrire. Ho già spiegato nel mio articolola dieta giusta non esiste come appunto non esista un modello alimentare vincente, ma che il programma nutrizionale ideale è quello adatto alla nostra condizione fisiologica e psicologica in un determinato momento. Quindi il programma giusto di due mesi fa, adesso non è più il programma giusto, perché le condizioni sono cambiate.

1) Una dieta corretta per dimagrire non deve fare venire fame

Quando nei seminari cito questo punto, si crea sempre un certo brusio, come se quasi avessi detto un’assurdità. L’atteggiamento scettico nasce dal fatto che abbiamo una cattiva cultura su cos’è realmente una dieta. Dal greco dieta vuole dire “stile di vita“, cioè un modello nutrizionale da applicare per sempre. Quindi vi chiedo, ma che stile di vita è quello che vi costringe ad alzarvi desiderando cibo ed ad addormentarvi sognandolo?

Non è semplicemente uno stile di vita, è una sofferenza, che porta prima o poi a stress e frustrazione che sfociano in disastrose mangiate.

Dieta corretta dimagrire
Frutta e verdura non devono mai mancare in una dieta

2) Lo screening è necessario per iniziare una dieta 

Quindi è fondamentale valutare tramite screening specifici il reale fabbisogno della persona, cioè quante calorie ha bisogno una persona per sopperire al fabbisogno causato dal suo metabolismo basale, sommato alle calorie necessarie per sopperire alla necessità che si generano dalle attività che si svolgono durante la giornata (lavoro, sport, vita sociale, etc.) Una dieta non è la vostra dieta se prima non viene fatto questo tipo di studio, che richiede tempo e professionalità.

Per questo le diete copia incolla dei giornali o quelle fatte da persone che non hanno le qualifiche o sono incompetenti  (vi ricordo che è reato penale fare diete se non si è iscritti all’albo dei medici o dei biologi) sono del tutto inefficaci se non dannose alla salute. Per calcolare il fabbisogno bisogna fare un recall delle 24 ore precedenti per valutare le attività della persona, poi inserire i dati in programmi specifici che assegneranno particolari coefficienti (detti LAF) ad ogni attività svolta. Una volta fatto questo il programma calcolerà una media finale ricavando un coefficiente unico a cui verranno moltiplicate le calorie del metabolismo basale. Il risultato è il reale fabbisogno della persona.

Solo dopo questo approccio, che richiede tempo ed esperienza, si avrà un dato corretto e utilizzabile. Pensare di compensare queste analisi con tabelle o cose simili non ha senso e porta a realizzare poi diete sbagliate.

Diete corrette per dimagrire
La dieta deve diventare un’abitudine salutare

Una volta che abbiamo questo dato saremo in grado di realizzare un programma con le calorie adeguate che sopperirà alle esigenza fisiologiche, senza essere eccessivamente restrittivo, e vi permetterà di dimagrire, dimagrire mangiando, uno slogan che uso sovente ma che in realtà è alla base di una dieta vincente, una dieta che diventa stile di vita.

3) La dieta alimentare corretta per dimagrire deve essere recepita come stile di vita.

E’ Inutile intraprendere programmi restrittivi con in testa una sola domanda “ per quanto tempo lo devo fare?”. È il peggiore degli inizi. Pensare che si possa fare un programma di privazione per un periodo e poi illudersi che una “miracolosa” dieta di mantenimento possa preservare il risultato è pura illusione. Se fate un periodo di ristrettezza calorica o di privazione alimentare, nel momento in cui aumentate le calorie o riprendete la categoria alimentare eliminata, dopo un certo periodo in cui l’organismo percepisce il cambiamento, riprenderete tutto il peso perso e non solo. Non devo citarvi studi scientifici a conferma, ognuno di voi, se non ha provato sulla propria pelle, ha sicuramente un amico o un’amica che ha tentato questo percorso e ha fallito.

4) La dieta corretta per dimagrire deve fare si che i risultati si mantengano

I risultati di una dieta corretta per dimagrire si mantengono solo se la dieta stessa diventa uno stile di vita. La dieta va studiata “su misura” e deve conciliarsi con la vita sociale, affettiva e lavorativa della persona. Deve tenere conto dell’alimentazione precedente, delle abitudini e della psicologia del paziente oltre ovviamente a tutti gli aspetti fisiologici e patologici. E soprattutto deve nascere dalla stretta collaborazione tra il professionista e l’interessato, per usare una metafora: un vestito cucito su misura. Esistono metodiche specifiche che consentono di arrivare a questo risultato che si basano su protocolli specifici, che io e i miei collaboratori utilizziamo da anni con successo.

5) La dieta corretta per dimagrire deve essere salutare

Ovviamente la dieta corretta per dimagrire deve essere salutare, ne abbiamo già ampiamente parlato negli articoli passati. Le diete che creano squilibrio e allontanano dall’omeostasi inevitabilmente causano un effetto rebound che porta la persona a ritrovarsi in poco tempo in una condizione di grasso peggiore di quella iniziale. Una dieta che causa squilibri e problematiche alla salute (come alcune diete chetogeniche) non potranno mai diventare stili di vita.

dieta corretta per dimagrire dott. Veronese
L’ attività fisica è fondamentale

6) Una dieta corretta per dimagrire deve essere accompagnata da movimento

Il movimento è fondamentale. Va adattato alla persona con la stessa metodica con cui è stato creato il programma alimentare. L’attività fisica deve piacere e quindi deve essere non imposta. Deve entrare a fare parte della vita della persona senza creare stress e frustrazione e soprattutto deve essere fatta in modo continuativo. L’attività fisica complementare alla dietoterapia verrà trattata in modo specifico in un nuovo articolo che pubblicherò presto su questo blog. Continua a seguirmi per rimanere aggiornato.

I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista della salute (medico etc.) che ha in cura il lettore, e neanche essere spunto per iniziative personali non monitorate dal medesimo Nel caso l’articolo tratti  di principi attivi utilizzati negli integratori le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico.Gli integratori  vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta e sotto controllo di uno specialista.