dott. Enrico Veronese la spesa

Spesa & Dieta

Dieta: la spesa, la logistica, come conservare i cibi


Molti non sanno che il fallimento di una dieta il più delle volte, soprattutto nelle prime fasi, non dipende dal tipo di dieta ma semplicemente da un fatto logistico-organizzativo ( spesa etc. )
Partiamo da un concetto elementare, non si può fare un programma alimentare se non si hanno a disposizione gli alimenti. Lo so, messa così sembra un’ovvietà, ma se fate un esame più approfondito vi renderete conto che il problema è più complesso di quello che appare.


Proprio per questo motivo, una dieta non si deve mai iniziare da un giorno all’altro, ma ci vuole tempo, almeno una settimana, per rodare una serie di meccanismi che devono portare a degli automatismi nella spesa.
Gli automatismi permettono di costruire un’abitudine e l’abitudine ci porta al risultato.

dott. Enrico Veronese la dieta alcalina
Bisogna creare degli automatismi
Automatismo-abitudine-stile di vita-successo

L’automatismo richiede che le scelte siano lineari e semplici e che le abitudini che tentiamo di costruire si possano anche mantenere nelle giornate in cui tutto va storto e siamo di cattivo umore.


Fare una dieta non è una prestazione di velocità ma di durata, questa gara la vince chi trova la stabilità, in modo progressivo con una serie di programmi adattativi che portino a costruire uno stile di vita. Questo metodo mette in cantina il concetto obsoleto di dieta e dieta di mantenimento (che in genere è un fallimento) e ci porta a una visione meno meccanica e più personalizzata della dieta che tiene anche presente la parte psicologica e motivazionale.


Ma torniamo a cose pratiche, come la spesa. Per iniziare abbiamo bisogno che gli alimenti nel programma siano a disposizione nel giusto quantitativo e formato, conservati nel modo giusto e, se necessario, cotti in modo tale da preservare il più possibile le loro caratteristiche.
Innanzitutto ci vuole un luogo dove fare la spesa, deve essere comodo e avere possibilmente molta scelta e varietà. Personalmente ritengo che una o due spese settimanali “ufficiali” al supermarket siano ottimali, dopo di che se in zona riuscite ad individuare anche un piccolo negozio di alimentari per eventuali compensazioni dovuti ad errori di valutazione sarebbe perfetto.

Spesa dieta
La spesa va fatta 2 volte a settimana

Poi, dopo aver individuato il posto (o i posti ) dove approvvigionarsi è buona pratica suddividere gli alimenti in categorie :

  • pasta
  • pane
  • patate, ecc. (carboidrati complessi)
  • frutta (carboidrati semplici)
  • carni
  • pesce
  • uova (fonti proteiche)
  • latticini vari come yogurt
  • formaggi
  • latte (fonti proteiche)
  • insaccati ( bresaola, prosciutto crudo e cotto fonti proteiche in genere sconsigliati per l’eccesivo apporto di sale e in alcuni casi polifosfati, nitriti e nitrati)
  • verdura (fibra e vitamine).


Una volta fatta la suddivisione e verificato che il posto scelto abbia tutte le categorie che ci interessano, dobbiamo fare un calcolo approssimativo dei quantitativi, per poter fare una scorta degli alimenti che ci consenta di arrivare alla spesa successiva.
Per poter fare il calcolo ci conviene prima fare un sopralluogo, (sempre con il nostro taccuino per gli appunti) dove valuteremo le marche dei prodotti, (vi invito a leggere il mio articolo su come capire i valori nutrizionali dell’etichetta) e di conseguenza scoprire i formati e le scadenze che sono fondamentali per poter fare delle scorte.

Inoltre il primo sopralluogo ci consente di capire la disposizione dei cibi nell’ambito dei locali (in genere molto ampi) e di stilare una piccola mappa per evitare di girare inutilmente a vuoto e perdere tempo.
Seconda fase, come organizzarci una volta che la spesa è a casa, come conservare gli alimenti.
Anche in questo caso dobbiamo essere previdenti e ancora prima di andare al supermercato avere scelto, nella nostra cucina, una locazione adeguata ad ogni singola categoria alimentare.

Carboidrati complessi (pasta, pane ecc.) in reparti asciutti chiusi e a temperatura ambiente, frutta in ambiente aperto, possibilmente non ammucchiata e lontana da fonti di calore. Mentre le fonti proteiche varie (latte, carne, pesce, uova) e le verdure vanno mantenute in frigo.
Per non commettere errori con le scadenze conviene mettere sempre davanti i cibi che scadono prima, magari ulteriormente evidenziati segnandoli con un pennarello o numerandoli.


Sia per i carboidrati complessi che per carni, pesce e verdure si può valutare il congelamento. Dobbiamo però tenere presente che i nostri freezer abbattono la temperatura in modo troppo lento. Quindi è possibile che dopo lo scongelamento l’alimento non preservi più le caratteristiche originali in quanto, la formazione di cristalli eccessivamente grossi provocano alterazioni biochimiche alle cellule. Sarebbe ottimale utilizzare un abbattitore di temperatura, che consente il congelamento in breve tempo preservando le caratteristiche del prodotto originale. Unico inconveniente è il costo, purtroppo spesso proibitivo. Con l’abbattitore la temperatura viene abbattuta in meno di un’ora, il prodotto poi viene conservato normalmente in congelatore.

Spesa per dieta
La disposizione nel frigo ci può aiutare per le scadenze degli alimenti

Per scongelare, l’ideale è a temperatura ambiente, ma si può anche fare con una fonte di aria calda (non troppo) con acqua tiepida corrente, (ovviamente il prodotto deve essere in un contenitore impermeabile) tramite microonde (seguendo dettagliatamente le istruzioni per scongelare, evitando di accelerare l’operazione). Meno adatto è uno scongelamento rapido che preserva meno le caratteristiche del prodotto.
Una cattiva conservazione dei cibi può causare alterazione del sapore o, peggio, contaminazioni batteriche nocive quindi è molto importanti essere attenti in questa fase.
In un prossimo articolo valuteremo i tipi e i vari aspetti della cottura.

Dieta: la motivazione è tutto, ci vuole un nutrizionista mental coach

La dieta parte dalla mente, lo psicoadattamento e la motivazione.

Ci sono teorie che confermano che l’approccio psicologico è ancora più importante di ciò che si mangia. Il modo in cui affrontiamo una situazione può già farci capire se i nostri sforzi si trasformeranno in un successo o in un fallimento.

motivazione dieta dott. Veronese

In realtà affrontare un programma alimentare senza fare un’analisi attenta degli aspetti psicologici che ci hanno portato in una certa condizione fisica, e alla volontà di modificarla, può vanificare tutto il lavoro.

Tutto parte dalla motivazione: con il giusto approccio ognuno di noi può fare cose incredibili e inaspettate.

Ma la motivazione è come le cipolle, a volte si crede di fare una cosa per un certo motivo, e poi sbuccia, sbuccia e viene fuori che in realtà la causa era tutt’altra.

Cerchiamo ora di capire perché è cosi complesso per noi affrontare un percorso alimentare e di attività fisica, quando in realtà apporta così tanti benefici alla nostra salute ed estetica.

Verrebbe spontaneo pensare che il nostro istinto dovrebbe guidarci in modo naturale in questa direzione, essendo la cosa giusta da fare anche dal punto di vista fisiologico.
In realtà questo non avviene, in quanto il ragionamento che vi ho fatto è stato elaborato dalla parte più evoluta del cervello (la corteccia) che ha sviluppato concetti complessi e li ha valutati secondo una prospettiva, cioè in base a cose che succederanno in futuro.

motivazione dieta dott. veronese

Per ciò che concerne dieta ed attività fisica i segnali che dà la nostra mente non sono cosi evoluti, sono primordiali. Vengono elaborati da sezioni più profonde del cervello, che non elaborano e forniscono segnali simili a quelli che percepiscono gli animali. Per un lupo il riposo è fondamentale, deve riservarsi per la caccia. Un lupo quando cerca cibo cerca alimenti grassi, proteici, ad alto contenuto calorico perché non ha idea di quando ci sarà la prossima caccia , e quindi il suo organismo si predispone in tutti i modi per la sopravvivenza.

Per questo siamo tendenzialmente pigri, e il nostro istinto ci spinge a intraprendere azioni, a livello di stile di vita, che non sono funzionali alla salute e all’estetica, perché vuole preservarci sino alla prossima caccia… ma oggi non siamo più cacciatori, si va al supermercato, e quindi?

La nostra motivazione deve essere più forte del nostro istinto, e per essere duratura deve avere basi solide e cause certe.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

La privazione del cibo non si può prendere alla leggera. Ci sono studi che dimostrano che mangiare è una soddisfazione parificata al sesso o a una promozione sul lavoro.

Privarsi di qualcosa che piace (in modo non programmato) può scatenare l’effetto opposto, cioè il desiderio per la cosa di cui ci siamo privati aumenta in modo esponenziale: più te ne privi e più lo desideri. Non per niente si dice che in amore vince sempre chi fugge. La nostra mente fa scattare un meccanismo inverso, e cosi ci porta a desiderare di più un prodotto, se quel prodotto è in offerta limitata (su queste cose si basano i meccanismi delle pubblicità).

Capire questi meccanismi è fondamentale per non cadere nei tranelli che ci tende la nostra mente. Ma torniamo alla motivazione e alle sue cause.
Il fine di una dieta, come già detto più volte, non è dimagrire o stare in salute, il fine è di essere felici. La motivazione deve sempre considerare questo fondamentale punto: il primo errore che si commette è quello di pensare che dimagrire possa risolvere problematiche della nostra vita che con il nostro aspetto esteriore hanno poco a che vedere.

Se questo punto non viene analizzato in modo approfondito si acquista un biglietto di sola andata per il fallimento. La motivazione dura se ha basi reali e non illusorie.

Ho una paziente che si chiama Roberta (nome di fantasia), ha 53 anni ed è da poco in menopausa. Da qualche tempo ha lasciato il marito e non sta passando un buon periodo: i figli ormai grandi sono poco a casa perché frequentano l’università e il lavoro non le dà particolari soddisfazioni. Roberta è sovrappeso, non pratica attività fisica ed è venuta da me perché non si accetta più e vuole dimagrire.

Roberta è convinta che dimagrendo la sua vita cambierà radicalmente, perché secondo lei tutto dipende dal suo aspetto, che fa a pugni con una società che ci vuole tutti giovani e magri.

Roberta è molto motivata e sono sicuro che avrà ottimi risultati. Quello di cui non sono convinto, però, è che la sua motivazione possa durare nel tempo.

Perché, mi chiederete voi? Perché non sono sicuro che il miglioramento estetico possa da solo risolvere le cose e dare serenità a Roberta. Ci sono situazioni nella vita di Roberta – vedi il rapporto con il marito – che necessitano di una elaborazione molto più complessa.

Roberta deve capire che dimagrire non è la soluzione: non è il fine, ma un mezzo. Un mezzo importante che ci permette di affrontare situazioni più complesse (e soprattutto ci fa stare in salute), perché ci sentiamo più sicuri di noi e più determinati.
Questo tipo di consapevolezza, che nasce anche da un percorso di mental coaching che il metodo adattativo prevede, consente di mantenere la motivazione nel tempo e di raggiungere il vero obbiettivo.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese
dott. Veronese Enrico motivazione

Dieta: ci vuole un nutrizionista mental coach, la motivazione è tutto

La dieta parte dalla mente, lo psicoadattamento e la motivazione.

Ci sono teorie che confermano che l’approccio psicologico è ancora più importante di ciò che si mangia. Il modo in cui affrontiamo una situazione può già farci capire se i nostri sforzi si trasformeranno in un successo o in un fallimento.

dott. Enrico Veronese motivazione

In realtà affrontare un programma alimentare senza fare un’analisi attenta degli aspetti psicologici che ci hanno portato in una certa condizione fisica, e alla volontà di modificarla, può vanificare tutto il lavoro.

Tutto parte dalla motivazione: con il giusto approccio ognuno di noi può fare cose incredibili e inaspettate.

Ma la motivazione è come le cipolle, a volte si crede di fare una cosa per un certo motivo, e poi sbuccia, sbuccia e viene fuori che in realtà la causa era tutt’altra.

Cerchiamo ora di capire perché è cosi complesso per noi affrontare un percorso alimentare e di attività fisica, quando in realtà apporta così tanti benefici alla nostra salute ed estetica.

Verrebbe spontaneo pensare che il nostro istinto dovrebbe guidarci in modo naturale in questa direzione, essendo la cosa giusta da fare anche dal punto di vista fisiologico.
In realtà questo non avviene, in quanto il ragionamento che vi ho fatto è stato elaborato dalla parte più evoluta del cervello (la corteccia) che ha sviluppato concetti complessi e li ha valutati secondo una prospettiva, cioè in base a cose che succederanno in futuro.

dott. Enrico veronese motivazione

Per ciò che concerne dieta ed attività fisica i segnali che dà la nostra mente non sono cosi evoluti, sono primordiali. Vengono elaborati da sezioni più profonde del cervello, che non elaborano e forniscono segnali simili a quelli che percepiscono gli animali. Per un lupo il riposo è fondamentale, deve riservarsi per la caccia. Un lupo quando cerca cibo cerca alimenti grassi, proteici, ad alto contenuto calorico perché non ha idea di quando ci sarà la prossima caccia , e quindi il suo organismo si predispone in tutti i modi per la sopravvivenza.

Per questo siamo tendenzialmente pigri, e il nostro istinto ci spinge a intraprendere azioni, a livello di stile di vita, che non sono funzionali alla salute e all’estetica, perché vuole preservarci sino alla prossima caccia… ma oggi non siamo più cacciatori, si va al supermercato, e quindi?

La nostra motivazione deve essere più forte del nostro istinto, e per essere duratura deve avere basi solide e cause certe.

dott. Enrico Veronese  motivazione

La privazione del cibo non si può prendere alla leggera. Ci sono studi che dimostrano che mangiare è una soddisfazione parificata al sesso o a una promozione sul lavoro.

Privarsi di qualcosa che piace (in modo non programmato) può scatenare l’effetto opposto, cioè il desiderio per la cosa di cui ci siamo privati aumenta in modo esponenziale: più te ne privi e più lo desideri. Non per niente si dice che in amore vince sempre chi fugge. La nostra mente fa scattare un meccanismo inverso, e cosi ci porta a desiderare di più un prodotto, se quel prodotto è in offerta limitata (su queste cose si basano i meccanismi delle pubblicità).

Capire questi meccanismi è fondamentale per non cadere nei tranelli che ci tende la nostra mente.
Ma torniamo alla motivazione e alle sue cause.
Il fine di una dieta, come già detto più volte, non è dimagrire o stare in salute, il fine è di essere felici. La motivazione deve sempre considerare questo fondamentale punto: il primo errore che si commette è quello di pensare che dimagrire possa risolvere problematiche della nostra vita che con il nostro aspetto esteriore hanno poco a che vedere.
Se questo punto non viene analizzato in modo approfondito si acquista un biglietto di sola andata per il fallimento.
La motivazione dura se ha basi reali e non illusorie.
Ho una paziente che si chiama Roberta (non è il suo vero nome, ovviamente), 53 anni da poco in menopausa , si è da qualche tempo lasciata con il marito e non sta passando un buon periodo, i figli ormai grandi sono poco a casa perché frequentano l’università e il lavoro non le dà particolari soddisfazioni.
Roberta è sovrappeso, non pratica attività fisica ed è venuta da me perché non si accetta più e vuole dimagrire.
Roberta è convinta che dimagrendo la sua vita cambierà radicalmente, perché secondo lei tutto dipende dal suo aspetto, che fa a pugni con una società che ci vuole tutti giovani e magri.
Roberta è molto motivata, e sono sicuro che avrà ottimi risultati, quello di cui non sono convinto, però, è che la sua motivazione possa durare nel tempo. Perché? Mi chiederete voi… Perché non sono sicuro che il miglioramento estetico di per sè stesso possa da solo risolvere e dare serenità a Roberta.
Ci sono situazioni nella vita di Roberta, vedi il rapporto con il marito, che necessitano di una elaborazione molto più complessa.
Roberta deve capire che dimagrire non è la soluzione, non è il fine ma un mezzo. Un mezzo importante che ci permette di affrontare situazioni più complesse (e soprattutto ci fa stare in salute), perché ci sentiamo più sicuri di noi e più determinati.
Questo tipo di consapevolezza, che nasce anche da un percorso di mental coach che il metodo adattativo prevede, consente di mantenere la motivazione nel tempo e di raggiungere il vero obbiettivo.

La curcuma e la piperina fanno dimagrire?

Curcuma e piperina: dimagrisco e mangio quanto voglio…Che bufala!

Scusate il titolo volutamente provocatorio, ma sono giorni che i social ci stanno tempestando di pubblicità riguardanti le “miracolose” proprietà dimagranti della curcuma associata alla piperina e, di conseguenza, ho ricevuto decine e decine di mail che mi chiedevano tutte la stessa cosa e cioè se realmente questa pianta (in particolare il suo fusto interrato) avesse delle proprietà cosi specifiche per il dimagrimento.  Spero con questo articolo di fare un po’ di chiarezza.

La curcuma fa dimagrire?

Innanzitutto, occorre dire che i documenti che girano sui social non sono pubblicazioni scientifiche ma semplici pubblicità di aziende che vendono l’integratore. A queste pubblicità vengono allegati articoli pseudo scientifici che per lo più a loro volta sono pubblicità, senza alcun riferimento a studi specifici o ad altra bibliografia.

Pubblicazioni scientifiche attendibili come meta-analisi (che sono raccolte di studi su un unico tema, finalizzati a capire se è possibile arrivare a delle conclusioni univoche) su questo argomento specifico legato al dimagrimento non ce ne sono. Ci sono studi relativi alla piperina e alla sua funzione inibitoria della riproduzione di nuove cellule adipose, l’iperplasia, ma non sono meta-analisi e neanche studi su umani. Sono studi prevalentemente in vitro, cioè fatti su tessuti e quindi non è detto che poi gli stessi risultati vengano confermati su un essere umano.

Dobbiamo inoltre dire che l’iperplasia, cioè lo sviluppo di nuovi adipociti, (che è diversa dall’ipertrofia che consiste invece dall’aumento di volume degli adipociti e che può avvenire sempre durante la vita di una persona) avviene solo in determinati momenti specifici della vita:

  • ultima parte della gestazione,
  • pre-adolescenza
  • obesità grave con BMI maggiore di 30 (non sempre certa)

Quindi, tutto sommato, una funzione che oltre non avere evidenze scientifiche certe, potrebbe rivelarsi inutile se non in casi e momenti precisi e specifici.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

Anche a livello europeo, esiste un elenco dei principi attivi vegetali a cui fare riferimento, ma non supportato da specifiche per i rispettivi dosaggi, posologia e proprietà, come ad esempio c’è per integratori come B.C.A.A, creatina, ecc. Questo per farvi capire che  la disciplina che riguarda gli estratti vegetali  è molto complessa e, nonostante si leggano di proprietà mirabolanti su qualsivoglia estratto secco, nella realtà mancano sempre evidenze certe che confermino queste caratteristiche.

Se realmente i fitocomposti avessero le proprietà decantate, il 70% minimo delle patologie che ci affliggono verrebbero risolte… ma purtroppo questo non avviene.

Ho visto tra l’altro anche molti atleti di body building ingerire quantità elevate di curcuma.

Il principio attivo della curcuma (la curcumina) agisce sull’mTor (che è un enzima chinasi) rallentando la sua funzione, responsabile tramite meccanismi molto complessi, della proliferazione della crescita cellulare. Proprio per questa sua proprietà la curcuma rientra nelle sostanze a cui si attribuiscono capacità chemioterapiche, cioè di prevenzione dei tumori (l’mTor è complice della crescita e dello sviluppo delle forme tumorali).

Di contro però l’mTor è anche l’enzima che permette la crescita e la proliferazione delle cellule del tessuto muscolare (leggi articolo i BCAA: cosa ancora non sapete  ). Gli atleti utilizzano molto integratori come la leucina, proprio perché favorisce questo meccanismo di crescita.

Quindi come si può evincere le due funzioni sono contrapposte

Non do pareri in merito, e non azzardo conclusioni su quanto vi ho accennato, in quanto la tematica è moto complessa: vi lascio la palla…

Inoltre, lasciatemi dire, e qui mi rivolgo alla gente comune (gli atleti queste cose le sanno bene): chi veramente pensa di risolvere il problema del grasso assumendo qualche pastiglia di curcuma e piperina o è uno sprovveduto o un illuso. Non dico che la curcuma, soprattutto se associata alla piperina non possa avere un effetto soggettivo blandamente termogenico, dico però che manca una bibliografia sufficiente per asserirlo per certo. Ho già approfondito gli integratori che hanno potere termogenico, cioè che fanno dimagrire e su cui c’è materiale scientifico attendibile, nel mio articolo:  ma i grassi si possono bruciare che vi invito a leggere.

C’è poi comunque da sottolineare che, chi fa una dieta intesa come stile di vita, sa bene che se non c’è un corretto programma nutrizionale seguito da un professionista, abbinato ad un lavoro fisico adeguato, non c’è integratore che possa fare la differenza.

Questo è un dato di fatto, inappellabile.

Inoltre, secondo alcune teorie, la curcuma non favorisce l’eubiosi, cioè il corretto funzionamento ed equilibrio del microbiota intestinale.

Quanto detto finora non significa che la curcuma non abbia proprietà positive, ma certamente la principale non è il dimagrimento.

Sicuramente la utilizzerei di più per stimolare la produzione della bile e la sua azione nell’intestino aiutando il fegato, favorendo la digestione dei grassi e contribuendo all’eliminazione del colesterolo. La curcuma ha inoltre proprietà antinfiammatorie, previene le ossidazioni e agisce contro alcuni funghi e batteri. Ci sono studi in corso che mettono in relazione la curcuma alla cura dell’Alzheimer, alla prevenzione del diabete e di alcune forme di cancro ma non ci sono ancora evidenze convincenti per stabilire dei protocolli di utilizzo.

Colloquio gratuito nutrizionista Enrico Veronese

dott. Enrico Veronese glutine

Glutine e flora batterica

Eliminare il glutine può danneggiare la flora batterica?

Che cos’è il glutine e perché eliminarlo?

Togliere il glutine senza un motivo fondato non sempre porta benefici!

Lo dice uno studio  (Palma, Collado, Sanz Br.Nutr.2009) Valutando la composizione del  microbiota ( della flora intestinale ) di individui che hanno eliminato  dalla loro dieta gli alimenti contenente il glutine si è visto che in questi soggetti  i Bifidobatteri  e i Lattobacilli  che hanno caratteristiche funzionali positive sono diminuiti in modo considerevole a discapito invece di batteri come escherichia Coli   o enterobacteriaceae totali che invece hanno caratteristiche negative.

Altri studi hanno tentato di spiegare questo fenomeno  e sono arrivati alla conclusione che ,chi elimina il glutine dalla dieta non sempre lo fa nel modo corretto e sovente anche senza un reale motivo . I

nfatti eliminare alimenti contenente glutine può comportare  una ridotta assunzione di polisaccaridi con effetto prebiotico ( i prebiotici sono i composti che nutrono e favoriscono lo sviluppo della flora batterica) . Il problema si potrebbe ovviare efficacemente inserendo alimenti privi di glutine , ma rinforzati di polisaccaridi e probiotici. In questo modo si raggiungerebbe l’obbiettivo senza compromettere il microbiota.

Ma perché si toglie il glutine?

Sicuramente quando ci sono delle cause dirette come “la celiachia” che è una patologia dove chi ne è affetto ha una errata risposta immunologica al glutine, cioè il sistema immunitario tramite il linfociti T ha una risposta spropositata alla presenza di gliadina ( una proteina che costituisce il glutine)  causando cosi’ infiammazione  e danni all’intestino stesso. La malattia è autoimmune, cronica e si conferma in modo definitivo tramite biopsia, ma ci sono dei test molto efficaci e meno invasivi che possono dare la prima diagnosi.

Eliminare il glutine
Il riso non continene glutine

Intolleranza al glutine , più difficile da riscontrare, di più recente individuazione chi ne è affetto ha un reale beneficio nell’eliminazione del glutine dalla dieta , pur non essendo  affetto da celiachia vera e propia (NCGS) , quindi avendo riscontro negativo dai test e dalla biopsia, ma avendo tutti i sintomi che il glutine causa ai celiaci ( dierrea, infiammazione, malassorbimento etc).

  • Allergia al grano
  • Atassia da glutine
  • Dermatite (dh)
Ma cos’è il glutine?

Il glutine è una proteina composta da gluteline (grano) e prolammine  (gliadine grano, avenine avene etc) . Queste proteine hanno caratteristiche importanti nella panificazione in quanto hanno proprietà elastiche e quindi consentono una corretta lievitazione e fragranza dall’alimento.

Come altre proteine vegetali non è una proteina nobile, ha un aminoacidi limitante, la lisina.

Eliminare il glutine se non si rientra nelle categorie sopra elencate( allora diventa una necessità e bisogna ricorrere ad alimenti sostitutivi) significa privarsi di una importante categoria alimentare che fa parte della nostre cultura da millenni e che ci da oltre che nutrimento notevole piacere  . ( pensiamo ad un piatto di pasta o al pane fragrante appena cotto etc).

Ci sono studi che parificano il piacere che si ricava dal cibo al piacere che si può ottenere da un successo lavorativo o dal sesso.

eliminare glutine
Esistono negozi specializzati nella vendita di alimenti GLUTEN FREE

Quindi dal mio punto di vista da nutrizionista è molto importante non lasciarsi trasportare dalle mode, ponderare bene le scelte e soprattutto avere delle conferme scientifiche e non soltanto sensazioni.

Buona parte di chi si definisce celiaco o intollerante poi nella realtà non lo è, ed i problemi sono di diversa causa e origine.

Inoltre se mai si decidesse di compiere questo passo ,sia se si è  motivati da cause reali, che non bisogna fare si che ci sia una corretta compensazione e che la nostra scelta non si traduca in una sola privazione che andrebbe a inficiare il nostro stato generale, come per esempio la corretta funzionalità del microbiota ( vedi inizio articolo).

Gli alimenti che contengono glutine sono :

  • grano (frumento)
  • farro
  • orzo
  • kamut
  • segale
  • avena ( meno)

Alimenti che non contengono glutine :

  • riso
  • mais
  • amaranto
  • grano saraceno
  • miglio

 

I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista  che ha in cura il lettore. Nel caso l’articolo tratti  di principi attivi utilizzati negli integratori le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico.Gli integratori (salvo diversa prescrizione di professionista) vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta.